Il caro carburanti incide su lavoratori e imprese molisane che utilizzano veicoli. L'aumento dei prezzi alla pompa pesa sulle famiglie e genera un salasso per categorie professionali come camionisti, tassisti e rappresentanti di commercio, per i quali auto, furgoni e autocarri sono strumenti ordinari di lavoro. L'impatto si traduce in maggiore spesa operativa e compressione dei margini. Un'analisi della Cgia di Mestre (dati camerali al 31 dicembre 2025) ha quantificato in Molise 1.199 soggetti economici e professionali esposti: 685 agenti di commercio, 465 imprese di autotrasporto e servizi di trasloco e 49 attività di taxi e noleggio con conducente.

Questi numeri evidenziano la correlazione tra l'economia locale e i prezzi dei carburanti.

Impatto provinciale e settori coinvolti

L'elaborazione Cgia mostra una concentrazione dei soggetti interessati nella provincia di Campobasso. Dei 1.199 in Molise, 919 operano nel Campobassano e 280 nell'Isernino. L'impatto è più avvertito nel capoluogo e aree limitrofe. Figure e realtà imprenditoriali sono accomunate dall'uso intensivo dei mezzi: dagli agenti di commercio alle imprese di autotrasporto e trasloco, fino a taxi e noleggio con conducente. Per tutti, il carburante non è un bene accessorio, ma uno strumento collegato direttamente alla prestazione o al servizio svolto, rientrando nei costi operativi necessari.

Pressione su piccole imprese e artigiani

L'incremento dei prezzi alla pompa esercita forte pressione anche su piccole imprese e attività artigiane in Molise. Auto e furgoni sono mezzi indispensabili per raggiungere clienti, fornitori o luoghi di intervento. Il maggiore costo del carburante rende difficile mantenere invariati i prezzi al pubblico. Alcune attività si trovano a dover assorbire il rincaro, sacrificando parte dei propri guadagni già esigui.