Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha formalmente sottoscritto a Torino, in data 25 settembre 2026, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti. La sua adesione, avvenuta come privato cittadino, mira a sostenere la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, un’iniziativa cruciale per il rilancio del tessuto economico locale. L’obiettivo primario è introdurre anche sul territorio piemontese strumenti specifici e mirati a favore delle piccole imprese del settore, riconoscendone il ruolo fondamentale per l'economia e la socialità.
Al centro della proposta di Confesercenti vi è l’istituzione di nuove aree economiche speciali: le Zone Economiche Speciali (ZES) e, in particolare, le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro). Queste zone sono concepite per offrire alle attività commerciali un contesto operativo significativamente più favorevole, caratterizzato da un impianto normativo, burocratico e fiscale semplificato e agevolato. Tra le misure concrete previste figurano agevolazioni fiscali specifiche, l'erogazione di contributi diretti e l'implementazione di procedure amministrative notevolmente più snelle, volte a ridurre gli oneri per le imprese.
Le misure chiave per il rilancio del commercio
Il testo dell’iniziativa popolare include anche la creazione di un Fondo nazionale dedicato esclusivamente agli interventi di rigenerazione del commercio urbano.
Questo strumento finanziario è pensato per supportare attivamente le attività di prossimità, facilitando l'accesso ai benefici e agli strumenti previsti all'interno delle ZES e ZESpro. Il presidente Cirio ha sottolineato come la sua firma si allinei perfettamente con le direttrici strategiche della Regione Piemonte in materia di commercio, evidenziando l'impegno della giunta regionale e, in particolare, dell'assessore al Commercio Paolo Bongioanni nel promuovere politiche di supporto al settore.
Cirio ha motivato la sua adesione alla proposta evidenziando il valore multifunzionale dei negozi all'interno dei quartieri e delle città. "Un negozio aperto non solo garantisce posti di lavoro e offre un servizio essenziale alla comunità, ma agisce anche come un presidio di sicurezza e vitalità sociale", ha affermato.
In questo contesto, il presidente ha richiamato l'importanza dei Distretti del commercio, iniziative su cui la Regione Piemonte ha investito considerevolmente negli ultimi anni e che intende continuare a sostenere con determinazione.
Il quadro allarmante del commercio regionale
La proposta di legge di Confesercenti nasce da un'analisi approfondita e preoccupante sullo stato del commercio regionale, presentata dal presidente di Confesercenti Piemonte, Giancarlo Banchieri. I dati rivelano una contrazione significativa: tra il 2019 e il 2025, il Piemonte ha registrato la perdita di 6.528 imprese commerciali, corrispondenti a un calo del 12,6% del totale. Parallelamente, si è assistito alla scomparsa di 10.917 addetti nel settore, pari all'8,9% della forza lavoro. Questa emorragia economica ha comportato una perdita complessiva di ricchezza per il territorio quantificata in 979,2 milioni.