A Cagliari, il 19 settembre 2026, la Cna ha presentato i risultati dell’indagine “Energia e piccole imprese”, uno studio approfondito condotto su un campione rappresentativo di aziende associate, operanti in diversi settori produttivi. La ricerca evidenzia in maniera chiara come l’energia sia ormai divenuta una componente strutturale e cruciale per la competitività delle micro e piccole imprese. Non si tratta solamente del livello dei prezzi, ma anche della loro intrinseca volatilità, un fattore che rende estremamente difficile la programmazione delle attività aziendali e, di conseguenza, sottrae preziose risorse che potrebbero essere destinate agli investimenti.
Per la Sardegna, il cui tessuto produttivo è caratterizzato da una preponderanza di micro e piccole imprese artigiane, questa problematica assume un rilievo ancora maggiore rispetto alla media nazionale. A gravare ulteriormente sui costi dell’energia si aggiungono, infatti, gli svantaggi intrinseci legati all’insularità, che amplificano le difficoltà. Il dato più significativo emerso dall’indagine riguarda la spesa energetica: ben il 76,5% delle imprese sarde ha registrato un aumento significativo nell’ultimo semestre. Entrando nel dettaglio dei rincari, il 45,8% delle aziende ha segnalato una crescita dei costi energetici tra il 10% e il 20%, mentre una quota rilevante, pari al 19,1%, ha indicato aumenti che superano il 20%.
L'impatto dei rincari e le preoccupazioni aziendali
La rilevazione della Cna mette in luce una diffusa e profonda preoccupazione tra le imprese per l’andamento futuro dei mercati energetici. Il 78,2% delle imprese considera le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici come un fattore altamente preoccupante per la propria attività e la sua stabilità economica. Al contrario, solo una piccola percentuale, il 7,1%, non ravvisa particolari motivi di inquietudine. Negli ultimi dodici mesi, l’86,7% delle imprese ha segnalato un netto aumento del livello di allarme generale legato all’escalation dei costi dell’energia, indicando una crescente apprensione per il futuro.
Il peso del costo dell’energia incide in maniera considerevole sull’operatività dell’84% delle imprese sarde coinvolte nello studio.
Nello specifico, il 39,1% lo valuta come “molto impattante” sulla propria gestione quotidiana, mentre il 44.9% lo definisce “abbastanza impattante”. Sul piano puramente economico, il 56,8% delle imprese ha subito una tangibile riduzione della propria marginalità aziendale, compromettendo la redditività complessiva. Solamente il 20,4% è riuscito a trasferire, almeno in parte, i maggiori costi sui prezzi finali dei propri prodotti o servizi, mentre una percentuale minima, il 2,7%, è stata costretta a ridurre la produzione o l’offerta di servizi a causa di questi oneri crescenti.
La Cna Sardegna, alla luce di questi dati allarmanti, evidenzia la necessità impellente di superare una politica energetica che si affida prevalentemente a interventi di natura congiunturale. L’energia, infatti, influenza direttamente la redditività, le decisioni strategiche di investimento e le prospettive di crescita a lungo termine delle imprese.