Coldiretti Sardegna ha espresso forte disappunto per la conferma delle restrizioni imposte a Samugheo a causa della dermatite bovina. L'associazione agricola, intervenendo da Cagliari il 30 settembre 2026, ha puntato il dito contro l'Unione europea, ritenuta responsabile della decisione di mantenere una zona di restrizione di 20 chilometri intorno al comune. Tali vincoli stanno gravemente compromettendo l'intero settore bovino sardo, in particolare per quanto concerne la movimentazione degli animali.

Questa presa di posizione di Coldiretti segue le pressanti richieste avanzate dagli allevatori durante la recente mobilitazione tenutasi a Olbia lo scorso venerdì.

L'organizzazione agricola, pur riconoscendo l'evoluzione della situazione sanitaria, contesta fermamente il mantenimento di tali vincoli, che ritiene sproporzionati. Il presidente Battista Cualbu e il direttore Luca Saba hanno dichiarato che questa prospettiva è "inaccettabile" e che "tiene in ostaggio l'intero settore bovino sardo", evidenziando l'impatto devastante sulle aziende locali.

Le richieste di Coldiretti: declassamento, riduzione della sorveglianza e ristori

Cualbu e Saba hanno formulato richieste precise, tra cui il declassamento della malattia e una significativa riduzione della zona di sorveglianza attualmente in vigore. Parallelamente, l'associazione ha sollecitato con urgenza la Regione Sardegna affinché attivi immediatamente gli 11 milioni di euro già disponibili.

Questi fondi sono cruciali per offrire un adeguato ristoro agli allevatori che hanno subito perdite economiche a causa delle mancate movimentazioni e degli abbattimenti forzati degli animali.

Coldiretti ha sottolineato l'esistenza di procedure già collaudate per l'erogazione di tali interventi economici. L'associazione ha ricordato come strumenti analoghi siano stati impiegati con successo lo scorso anno per garantire liquidità alle imprese agricole che avevano affrontato danni e costi significativi legati alla gestione degli animali. La richiesta alla Regione è quindi quella di procedere con l'attivazione rapida e diretta di questi interventi, evitando l'apertura di nuove e dilatorie fasi burocratiche che ritarderebbero ulteriormente gli aiuti.

Impatto su contratti, vendite e programmazione aziendale

Il persistente blocco delle movimentazioni si conferma il fulcro della denuncia di Coldiretti. Cualbu e Saba hanno evidenziato come i vincoli attuali stiano avendo ripercussioni dirette sui contratti in essere, sulle vendite e sull'intera programmazione delle aziende bovine. I vertici di Coldiretti Sardegna hanno rimarcato che gli allevatori sono costretti a sostenere costi crescenti da mesi e si trovano nell'impossibilità di onorare gli accordi commerciali già stipulati, proprio a causa del continuo impedimento alla movimentazione degli animali.

L'associazione ha inoltre richiamato l'attenzione sugli adempimenti già rispettati dalle aziende.

I dirigenti hanno ricordato le vaccinazioni, le prescrizioni sanitarie e le limitazioni scrupolosamente osservate dagli allevatori nella gestione dell'emergenza. In un passaggio rivolto direttamente al settore, Cualbu e Saba hanno ribadito con forza che "gli allevatori hanno fatto tutto quello che era in loro potere" per contenere la diffusione della malattia e rispettare le normative, ma continuano a subire le conseguenze economiche e operative di una situazione insostenibile.