Il mercato dell'olio italiano attraversa una fase critica, caratterizzata da ingenti quantitativi di prodotto invenduto e da un marcato divario di prezzo. A richiamare l'attenzione su questo "nodo" è stato Manfredi Barbera, CEO dell'omonima azienda olearia siciliana, intervenuto a Palermo il 10 settembre 2026. Le sue dichiarazioni sono giunte a margine del convegno “L’isola del Tesolio”, evento organizzato da Oro Sicilia e Oleifici Barbera con il sostegno dell'assessorato regionale all'Agricoltura.
Al centro delle preoccupazioni di Barbera vi è il significativo volume di olio ancora da collocare.
A livello nazionale, si contano quasi 200 mila tonnellate di olio invenduto, su una produzione complessiva di 330 mila tonnellate. Questa quantità, ha sottolineato il CEO, equivale a circa due terzi dell'olio prodotto. La situazione si riflette anche in Sicilia, dove le giacenze ammontano a quasi 16 mila tonnellate.
La principale causa di questa stasi è individuata nel divario di prezzo tra l'olio italiano e quello proveniente da altri Paesi europei, in particolare Spagna e Grecia. "Purtroppo quest'anno si è venduto poco olio perché quando il prezzo europeo diventa troppo basso e si crea un gap superiore ai 2,50 tra quello italiano e quello della Ue - quindi Spagna, Grecia e altri - il consumo dell'olio italiano stenta a decollare", ha spiegato Barbera, riferendosi ai dati del Sistema Informativo Agricolo Nazionale.
Giacenze e prospettive per la nuova campagna
La problematica delle giacenze si manifesta quasi alla fine dell'annata olearia in corso e precede una nuova campagna che si preannuncia quantitativamente buona. Questa situazione genera un problema finanziario significativo per le imprese del settore. Con i silos ancora occupati dalla produzione precedente, le aziende si trovano nell'impossibilità di affrontare l'acquisto delle nuove olive. "Abbiamo anche un problema di finanza - ha proseguito Barbera - perché se non abbiamo ancora venduto, l'olio come facciamo a pagare le nuove olive?".
Il tema operativo si estende anche agli spazi di stoccaggio, con i silos disponibili che risultano ancora impegnati dalla vecchia produzione.
Di fronte a questo scenario, Barbera ha sollecitato un maggiore coordinamento e risposte istituzionali più pronte e incisive. Ha inoltre evidenziato la necessità di un accordo con la grande distribuzione.