Le Borse europee hanno avviato la seduta del 2 settembre 2026 in territorio negativo, risentendo delle tensioni tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz. Le principali piazze finanziarie del continente, tra cui Parigi, Francoforte e Londra, hanno aperto sotto la parità, segnando un avvio in rosso per i listini.
Nel dettaglio, Parigi ha registrato un calo dello 0,11%, con il Cac 40 a 8.292 punti. Francoforte ha ceduto lo 0,32%, con il Dax a 25.886 punti. Anche Londra si è mossa in flessione marginale, con il Ftse 100 a 10.784 punti e una perdita dello 0,04%.
Questi dati hanno evidenziato un'apertura debole per l'Europa, con variazioni contenute ma negative nei principali indici.
Il contesto dei mercati europei
L'avvio negativo si è inserito in una seduta improntata all'incertezza sui mercati, influenzata dalla chiusura in calo delle Borse asiatiche. Le tensioni nello Stretto di Hormuz sono rimaste centrali, insieme all'andamento delle materie prime energetiche e dei titoli di Stato. Il movimento dei listini è stato condizionato dalle vendite sui bond, spingendo al rialzo i rendimenti, con il Btp trentennale vicino al 5%.
Nella stessa mattinata, i prezzi del petrolio e del gas hanno mostrato significativi rialzi. Il Brent ha superato i 95 dollari al barile, mentre il Wti americano si è spinto oltre i 90 dollari.
Il Wti a ottobre è stato scambiato a 90,72 dollari al barile (+0,55%), il Brent a novembre a 95,48 dollari (+0,88%). Anche il gas europeo ha segnato un incremento, con i contratti Ttf ad Amsterdam in crescita dell'1,64% a 73,4 euro al megawattora.
Piazza Affari e il settore energetico
Anche Piazza Affari ha registrato un'apertura debole, in linea con le altre piazze del continente. Nei primi scambi, l'indice Ftse Mib ha segnato un +0,14% a 51.988,42 punti. Sul listino milanese, il settore energetico si è distinto in positivo, con Eni (+1,25%) e Snam (+0,70%) in evidenza. Le altre Borse europee hanno mantenuto posizioni vicine allo zero, riflettendo la cautela dei mercati.