A Bologna ha preso il via il 21 settembre 2026 la 43ª edizione di Cersaie, il salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno. La manifestazione, che si svolge nel quartiere fieristico fino al 25 settembre 2026, ha posto al centro del convegno inaugurale le crescenti preoccupazioni per l’aumento dei costi energetici, la mancata riforma del sistema ETS e la richiesta di “dare risposte rapide” in merito al decreto bollette.

L’evento occupa una superficie espositiva complessiva di 145 mila metri quadrati e accoglie 597 espositori provenienti da 24 Paesi.

All’inaugurazione hanno partecipato figure istituzionali e del mondo economico, tra cui Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, e Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.

Il peso economico del comparto ceramico

Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, ha sottolineato il significativo ruolo economico del settore. Ha evidenziato che il comparto “fattura 7,5 miliardi di euro e contribuisce con 5 miliardi al saldo attivo della bilancia commerciale”. La discussione sulla tenuta del settore è stata strettamente legata al confronto sui costi dell’energia, tema centrale fin dall’apertura della rassegna.

La presentazione ufficiale della manifestazione, tenutasi a Palazzo Pepoli, ha confermato i dati salienti dell’edizione 2026: quasi 600 espositori da 24 Paesi, con circa il 40% di presenze estere, distribuiti su 145 mila metri quadrati in 16 padiglioni. Dopo aver registrato 94 mila presenze nell’anno precedente, gli organizzatori hanno fissato l’obiettivo di raggiungere i 100 mila visitatori. Filippo Manuzzi, di Confindustria Ceramica, ha rimarcato l’importanza dell’appuntamento, mentre Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, ha evidenziato il valore della manifestazione per l’intero sistema economico-produttivo legato alla ceramica.

Energia, ETS e sfide per le imprese

Nel dibattito sui temi energetici è intervenuto anche Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, richiamando l’attenzione sulle difficoltà che affrontano le imprese energivore. Colla ha collegato l’aumento dei costi energetici a fattori cruciali come l’inflazione, i tassi e la competitività, evidenziando le ripercussioni negative per il sistema produttivo.