L’associazione Irpini della Capitale, guidata dal presidente Vincenzo Castaldo, ha lanciato un appello per un cambio di metodo radicale nel processo di rilancio dell’Irpinia. La richiesta è emersa con forza durante una tavola rotonda tenutasi presso la Locanda del Pozzo di Ospedaletto d’Alpinolo, in provincia di Avellino, dove è stato posto al centro del dibattito il rapporto tra i finanziamenti pubblici, la progettualità territoriale e il valore effettivo generato nel tempo.

Le istituzioni sono state sollecitate a non limitarsi alla mera rendicontazione delle risorse intercettate, ma a concentrarsi sulla misurazione dei risultati concreti ottenuti.

L’obiettivo è valutare l’impatto reale di tali interventi sulla popolazione, sulle imprese locali e sulla qualità dei servizi essenziali offerti ai cittadini.

Vincenzo Castaldo ha delineato la missione dell’associazione, che si propone come un ponte strategico tra l’Irpinia e la Capitale. Attraverso la messa a disposizione di relazioni qualificate, esperienze consolidate e competenze specifiche, gli Irpini della Capitale intendono supportare attivamente lo sviluppo del territorio. Nel suo intervento, Castaldo ha sottolineato che il futuro della regione non può essere affidato unicamente al turismo o alla valorizzazione delle sue bellezze paesaggistiche.

La visione proposta si fonda sulla necessità di implementare progetti solidi e valutabili nei loro effetti a lungo termine.

Il presidente ha chiarito la filosofia alla base di questa prospettiva: “Un progetto serio non parte dal finanziamento, ma dal risultato che vuole ottenere”. Questa linea è stata ulteriormente sintetizzata con l’esortazione a una “meno celebrazione dei fondi ottenuti”, spostando l’attenzione dalla quantità delle risorse alla loro efficacia.

Progetti e risultati: la sfida per il futuro dell'Irpinia

La questione cruciale sollevata dall’associazione riguarda l’analisi del bilancio di decenni di investimenti pubblici e il valore effettivo generato per le comunità irpine. Nel ragionamento esposto da Castaldo, sono stati inclusi indicatori fondamentali come la perdita di popolazione, la vitalità del tessuto imprenditoriale, la disponibilità e l’efficienza dei servizi essenziali, nonché l’accessibilità ai principali attrattori del territorio, tra cui spicca il Santuario di Montevergine, la cui accessibilità è stata specificamente richiamata nell'ambito del dibattito.

La richiesta non si limita al semplice arrivo di nuove risorse, ma si estende al metodo di costruzione e valutazione degli interventi. L’associazione auspica una presenza più incisiva e costante delle istituzioni al fianco dei cittadini, promuovendo una misurazione più accurata e trasparente dei risultati duraturi prodotti nel tempo.

La tavola rotonda si è inserita in un più ampio confronto dedicato al futuro delle aree interne e alla promozione di una valorizzazione sostenibile dell’Irpinia. L’incontro ha esplorato anche la dimensione delle radici culturali, delle tradizioni locali e delle risorse intrinseche del territorio. Tra i partecipanti al dibattito figurano Vincenzo Castaldo, presidente degli Irpini della Capitale, e Dom Riccardo Luca Guariglia, abate di Montevergine. La discussione ha visto la partecipazione di altre personalità, tra cui Luigi Marc