La giornata del 09 settembre 2026 si è conclusa con una Piazza Affari in netta debolezza, confermando l'andamento negativo già registrato nell'ultima mezz’ora di scambi. L’indice principale, il Ftse Mib, ha ceduto lo 0,75%, attestandosi a 51.790 punti, con la maggior parte dei titoli del paniere in rosso. Questa flessione ha interessato in modo particolare il comparto della difesa, che ha visto perdite significative per alcune delle sue principali società.
Nel dettaglio, Leonardo ha registrato un calo del 3,65%, mentre Fincantieri ha lasciato sul campo il 3,34% e Avio il 2,95%.
Queste performance negative nel settore della difesa sono state influenzate da un report specifico sul comparto. Anche altri titoli di rilievo hanno subito arretramenti: Poste ha perso il 2,58%, risentendo dell’onda lunga dell’incremento di 0,3 euro per l’Opas su Tim. Quest'ultima, a sua volta, ha ceduto l’1,87%, mostrando prese di beneficio dopo il balzo significativo della vigilia. La seduta si è quindi caratterizzata per un andamento negativo diffuso, con il paniere principale che non è riuscito a mantenere la soglia dei 52.000 punti.
Andamento dei Settori: Energia in Controtendenza e Lusso in Calo
In un contesto di generale debolezza, il settore energetico ha rappresentato un'eccezione positiva.
Il rialzo dei prezzi del greggio e del gas ha sostenuto il titolo Eni, che ha chiuso la giornata con un incremento dell’1,66%. Al contrario, Stellantis ha registrato una perdita del 2,11%. Il comparto del lusso ha mostrato anch'esso significative flessioni: Ferragamo ha ceduto il 3,8%, Cucinelli il 2,17% e Moncler l’1,72%. Il quadro complessivo di Piazza Affari ha quindi combinato la debolezza della maggior parte dei titoli con il movimento positivo del gruppo energetico, strettamente collegato al rafforzamento delle materie prime energetiche sui mercati internazionali.
La debolezza dei mercati azionari non ha riguardato solo Milano, ma si è estesa a livello europeo già a metà giornata. Madrid ha registrato il ribasso maggiore, cedendo quasi due punti percentuali, seguita da Parigi che ha arretrato dell’1,3%.
Anche Milano e Francoforte hanno perso circa un punto percentuale, mentre Amsterdam è scesa dello 0,8% e Londra dello 0,5%. In questa fase, le vendite hanno colpito in particolare il settore bancario e finanziario a Piazza Affari, con Mediolanum a -2,7%, Unicredit a -2,5% e Bper in calo di due punti percentuali. Anche Poste ha perso il 2,6% e Tim ha ceduto l’1,9% a 7,54 euro.
Banche in Ordine Sparso e Aumento dello Spread
Nell’ultima mezz’ora di scambi, l'andamento dei titoli bancari si è mostrato più variegato, con un movimento in ordine sparso. Tra le principali banche, Unicredit ha perso lo 0,8%, Intesa lo 0,75%, Bper lo 0,56%, Mps lo 0,2% e Banco Bpm lo 0,05%. In controtendenza, Mediobanca ha registrato un lieve rialzo dello 0,2%.
Parallelamente, lo spread tra i Btp decennali italiani e i Bund tedeschi è salito a 84,2 punti base, segnalando una maggiore percezione del rischio sul debito italiano.
I rendimenti obbligazionari hanno mostrato un incremento generalizzato. Il rendimento annuo italiano è cresciuto di 8,5 punti base, raggiungendo il 4,27%. Quello tedesco ha visto un aumento di 6 punti base, attestandosi al 3,42%, mentre il rendimento francese è salito di 8,5 punti base, arrivando al 4,31%. Il contesto delle materie prime energetiche ha continuato a mostrare rincari significativi. Il greggio ha registrato una crescita sia a New York sia a Londra, con il Brent che si è mantenuto intorno a quota 100 dollari al barile, mentre il gas ad Amsterdam ha superato i 78 euro al Megawattora, contribuendo a sostenere i titoli del settore energetico.