Tra il 2019 e il 2025, il Piemonte ha registrato una significativa contrazione del suo tessuto commerciale, perdendo 6.528 imprese e 10.917 addetti. Questa flessione, pari al 12,6% delle attività e all’8,9% degli occupati, ha sottratto all'economia regionale una ricchezza stimata in 979,2 milioni di euro. Il fenomeno si inserisce in un contesto nazionale più ampio, dove circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie si sono spostati verso le grandi piattaforme online.
La riduzione delle attività commerciali fisiche e degli occupati nel settore piemontese è evidente: le imprese sono passate da 51.612 a 45.084 unità nel periodo considerato.
Questa dinamica è strettamente collegata alla crescita dei grandi marketplace e alla minore permanenza della spesa all'interno dei circuiti economici locali.
L'impatto su Torino e sul territorio regionale
Anche Torino non è immune a questa contrazione. Nel capoluogo, il calo delle imprese commerciali è stato dell’8,8%, con 1.280 attività in meno, mentre gli addetti sono diminuiti del 4,7%, corrispondenti a 1.454 posti di lavoro persi. Considerando l'area metropolitana, a Torino e provincia le imprese perdute ammontano a 2.758, con una flessione del 9,7%.
Il dato complessivo del Piemonte risulta più marcato rispetto a quello del capoluogo, evidenziando una riduzione che riguarda in particolare le attività commerciali fisiche.
Questo processo è descritto come una vera e propria desertificazione commerciale, con conseguenze significative sulla disponibilità di servizi, sul presidio urbano, sulla sicurezza e sulla coesione sociale.
Una proposta di legge per il commercio di prossimità
Per contrastare questa tendenza e sostenere i negozi di prossimità, è stata promossa una proposta di legge di iniziativa popolare. L'iniziativa ha già raccolto quasi 40mila adesioni e punta a raggiungere le 50mila sottoscrizioni necessarie per la sua presentazione. Per facilitare la raccolta firme, la sede torinese dell'associazione, situata in corso Principe Eugenio 7f, resterà aperta con orario prolungato fino alle 21 nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10 settembre.
È stato evidenziato come la spesa nei negozi fisici contribuisca in modo sostanziale all'economia locale: ogni 100 euro spesi, circa 70 euro rimangono sul territorio, generando occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Al contrario, quando la stessa cifra viene impiegata sui grandi marketplace online, circa 70 euro escono dai circuiti economici del territorio, impoverendo il sistema locale.