A Terni, l'11 settembre 2026, il dibattito sul futuro di Acciai Speciali Terni (AST) si è acceso con l'intervento di Emanuele Prisco, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Umbria. Prisco ha fermamente contestato le recenti affermazioni della Regione Umbria in merito all'Accordo di programma, un'intesa di fondamentale importanza per lo stabilimento. Secondo il rappresentante di FdI, la posizione della Regione risulterebbe smentita nero su bianco dal testo stesso dell'accordo, in particolare per quanto riguarda la gestione del costo dell'energia e la precisa ripartizione degli impegni tra le parti firmatarie.
Nel dettaglio delle sue dichiarazioni, Prisco ha evidenziato che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) non avrebbe assunto “alcun impegno specifico” relativo al costo dell'energia. Al contrario, ha sostenuto che gli oneri e le responsabilità previste dall'Accordo di programma in questo ambito ricadrebbero direttamente sulla Regione Umbria. Il coordinatore regionale ha inoltre rimarcato con soddisfazione che il Governo ha rispettato integralmente e in tempi rapidi l'impegno preso per sostenere l'utilizzo del rottame di acciaio inossidabile, un fattore cruciale per la competitività e la sostenibilità delle produzioni di AST.
Le contestazioni di Prisco alla Regione Umbria
Il cuore della contestazione di Emanuele Prisco si è concentrato sul ruolo e sulle responsabilità della Regione Umbria.
Richiamando esplicitamente il contenuto dell'Accordo di programma, Prisco ha collegato in modo inequivocabile la delicata questione energetica agli obblighi che, a suo avviso, spettano all'ente regionale. Ha categoricamente respinto qualsiasi tentativo di attribuire al Governo responsabilità che, secondo la sua interpretazione del documento, appartengono chiaramente ad altri soggetti istituzionali, delineando una precisa ripartizione dei compiti.
L'intervento di Prisco si inserisce in una visione più ampia che riconosce lo stabilimento di Terni come un pilastro dell'industria nazionale. Nella sua nota, il coordinatore ha definito il settore dell'acciaio e, specificamente, l'impianto ternano un asset ad alta valenza strategica, la cui tenuta è considerata vitale non solo per l'equilibrio economico dell'Umbria ma per l'intera Nazione.
In questo contesto, Prisco ha anche rivolto critiche alla presidente Stefania Proietti, accusandola di voler “scaricare responsabilità” sul Governo, anziché assumere pienamente gli impegni regionali.
L'Accordo di programma per Acciai Speciali Terni: un quadro dettagliato
L'Accordo di programma in oggetto rappresenta uno strumento fondamentale per l'attuazione del Progetto integrato di messa in sicurezza e di riconversione industriale del sito di Acciai Speciali Terni. Questa iniziativa è stata concepita e definita ai sensi dell'articolo 252-bis del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 152, una normativa che fornisce il quadro giuridico per interventi complessi di bonifica e riqualificazione in aree industriali strategiche.
Il documento individua con chiarezza le numerose parti che hanno sottoscritto l'intesa, evidenziando la natura collaborativa e multifattoriale dell'impegno. Tra i firmatari figurano importanti dicasteri governativi come il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. A questi si aggiungono enti territoriali cruciali quali la Regione Umbria e il Comune di Terni, insieme a soggetti economici e finanziari di rilievo come Invitalia, Acciai Speciali Terni S.p.A. e Acciaieria Arvedi S.p.A. La partecipazione di tutti questi attori sottolinea la complessità e l'importanza strategica dell'accordo per il futuro industriale di Terni.