L’Autorità dei Trasporti ha sanzionato Rete Ferroviaria Italiana (RFI), società del gruppo FS, con una multa di 1,75 milioni di euro. La sanzione è legata al blocco dei treni avvenuto il 2 ottobre 2024 nel nodo di Roma Termini, un episodio ricondotto al tranciamento di un filo causato da un chiodo. La delibera dell’Autorità, che ha formalizzato la sanzione, è stata pubblicata il 4 settembre 2026, a conclusione di un procedimento avviato nel luglio 2025.

Il provvedimento accerta che RFI non ha adottato misure idonee per la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria durante l’emergenza.

La delibera ha evidenziato la mancata garanzia di accessibilità e funzionalità del servizio, configurando una lesione del diritto costituzionale alla mobilità dei passeggeri.

La ricostruzione del guasto e gli effetti sulla circolazione

Il guasto iniziale è stato ricondotto al danneggiamento di un cavo elettrico. L'evento si verificò durante lavori notturni eseguiti da un’impresa appaltatrice nell’area di Termini. L’incidente è stato collocato all’1:30; i tecnici per le emergenze sono stati avvertiti all’1:45 e giunti sul posto alle 2:20. Successivamente, la linea elettrica compromessa, alimentata da Acea, è stata disattivata.

La ricostruzione tecnica ha poi indicato il blocco della logica della cabina di media e bassa tensione, un fattore che impedì il passaggio automatico alla seconda alimentazione disponibile.

Anche il gruppo elettrogeno non è entrato in funzione. Le batterie di continuità hanno mantenuto attivo il sistema fino alle 6:20; alle 6:30 è stata dichiarata ufficialmente l’emergenza. I primi sistemi sono stati rialimentati e riconnessi alle 8:50, con il ripristino della piena funzionalità alle 9:15.

Gli effetti del disservizio, come indicato nella ricostruzione, hanno coinvolto complessivamente 1.165 treni, accumulando 69.267 minuti di ritardo totale, con una media di 59 minuti per ciascun convoglio. Le soppressioni registrate sono state 680, di cui 476 totali e 204 parziali.