La Sardegna si distingue tra le regioni italiane per l’estrazione e la lavorazione di marmo, lapidei e pietre ornamentali. Un quadro emerso dal rapporto “Marmo, le tendenze nell’estate 2026”, curato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati ISTAT e diffuso a Cagliari il 9 settembre 2026. L’isola occupa il secondo posto in Italia, dopo il Molise, per incidenza degli addetti del settore lapideo sull’economia regionale.
Il comparto regionale conta 416 imprese e 1.522 addetti. Di queste, 182 imprese artigiane con 692 addetti. La distribuzione territoriale vede Sassari-Gallura prima per imprese artigiane di lapidei (69 su 185 totali), seguita da Nuoro (103 imprese, 58 artigiane), Cagliari (87 imprese, 36 artigiane) e Oristano (41 imprese, 19 artigiane).
Distribuzione imprese e addetti
Sul fronte occupazionale (estrazione e trasformazione), Sassari-Gallura detiene il primato con 499 addetti (221 artigiani). Seguono Nuoro (373 addetti, 160 artigiani), Cagliari (299 addetti, 75 artigiani), Oristano (186 addetti, 100 artigiani) e il Sud Sardegna (166 addetti, 135 artigiani).
Tra le 53 province italiane con incidenza di addetti superiore alla media nazionale, Nuoro è quarta. Seguono Oristano (undicesima), Sassari (ventesima), il Sud Sardegna (trentottesima) e Cagliari (quarantacinquesima). A livello nazionale, Veneto e Lombardia guidano per occupati (6.025 e 5.290 addetti), ma la Sardegna evidenzia un peso marcato del settore marmo e pietre ornamentali sull’economia locale.
Artigianato e sfide per l'export
La componente artigiana incide significativamente nel comparto regionale: la quota di addetti artigiani in Sardegna è del 46,2%, superiore alla media nazionale del 38,5% e ai valori indicati per 2.