A Genova, il 14 settembre 2026, il commissario straordinario di governo Calogero Mauceri ha autorizzato 58,6 milioni di euro di investimenti per la rigenerazione urbana nei quartieri di Certosa, Rivarolo e Sampierdarena. Queste aree sono interessate dai cantieri del progetto unico Terzo Valico-Nodo ferroviario di Genova. La firma dei due decreti è avvenuta in Prefettura, alla presenza del viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, del governatore ligure Marco Bucci, della sindaca di Genova Silvia Salis e del presidente dell’Associazione Ligure per i Minori Carlo Castellano.
Il pacchetto di investimenti si divide in due interventi principali. Il primo decreto assegna 42,2 milioni di euro ai quartieri di Certosa e Rivarolo, prevedendo espropri, demolizioni e interventi di trasformazione urbana. Il medesimo provvedimento pone anche le condizioni per il prolungamento della metropolitana fino a Rivarolo. Il secondo decreto stanzia 16,4 milioni di euro per la realizzazione del parco urbano di via Ardoino a Sampierdarena.
Gli interventi di rigenerazione urbana
Il commissario Mauceri ha affermato: "Mettiamo a disposizione risorse significative per migliorare la qualità urbana dei quartieri interessati dal progetto ferroviario, restituendo nuovi spazi, opportunità di sviluppo e una migliore qualità della vita alle comunità locali".
Per Certosa e Rivarolo, la ripartizione collegata a espropri e abbattimenti riguarda quasi 200 unità abitative, a fronte delle 3.457 già indennizzate per i cantieri. Per Sampierdarena, il parco urbano di via Ardoino è un’area verde lunga 295 metri, collocata sopra la galleria realizzata per coprire i binari.
Questi interventi rientrano nel fondo da 186 milioni di euro per la riqualificazione della Valpolcevera, stanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il Comune di Genova è il soggetto attuatore delle opere di rigenerazione. Nel quadro finanziario collegato all’area, 17,4 milioni di euro sono già stati spesi per la galleria di via Ardoino e 6 milioni impegnati per la progettazione. Le risorse residue, pari a circa 104 milioni di euro, seguiranno la priorità degli indennizzi da messa in esercizio della ferrovia ai cittadini interferiti.