A Milano, il 7 settembre 2026, Tim ha comunicato che l’amministratore delegato Pietro Labriola e i dirigenti con responsabilità strategiche del gruppo hanno aderito all’Opas di Poste Italiane, conferendo le azioni detenute. L’operazione si riferisce all’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria promossa da Poste Italiane su Tim.
Questa adesione del top management della società telefonica segue la comunicazione al mercato del 18 luglio 2026. In tale data, il consiglio di amministrazione di Tim aveva già espresso la propria posizione, giudicando il corrispettivo congruo sotto il profilo finanziario e valutando positivamente il razionale strategico e industriale dell’operazione.
L'adesione del vertice aziendale
L’adesione di Pietro Labriola e dei dirigenti con responsabilità strategiche si è conclusa la settimana scorsa. I dettagli specifici delle singole operazioni saranno resi pubblici tramite le comunicazioni di internal dealing, lo strumento preposto a divulgare le transazioni effettuate dai soggetti interessati.
La comunicazione di Tim precisa che l'adesione all'offerta di Poste Italiane riguarda le azioni detenute dai manager, includendo l'amministratore delegato e i dirigenti con responsabilità strategiche. Tuttavia, non sono stati indicati i quantitativi riferiti ai singoli aderenti nel comunicato, la cui pubblicazione avverrà con le successive comunicazioni di internal dealing.
Le valutazioni del CdA e la chiusura dell'offerta
Il consiglio di amministrazione di Tim aveva già formulato la propria valutazione sul corrispettivo dell’offerta e sul suo razionale. Il cda aveva ritenuto il corrispettivo congruo dal punto di vista finanziario e aveva espresso un parere favorevole sul razionale e sulle prospettive industriali. La comunicazione del 18 luglio 2026 rimane il punto di riferimento per la nota sull’adesione del top management.
L'Opas di Poste Italiane su Tim è prevista in chiusura venerdì prossimo, salvo eventuali proroghe. Al termine della settimana scorsa, le adesioni avevano raggiunto una quota pari a poco meno del 5,5% degli strumenti finanziari oggetto dell’offerta.