L'export del Veneto ha registrato un notevole incremento nel secondo trimestre del 2026, raggiungendo i 20,9 miliardi di euro. Questo dato segna una crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'andamento positivo si conferma anche per l'intero primo semestre del 2026, con un valore complessivo delle esportazioni regionali che si attesta a 41,7 miliardi di euro, pari a un aumento del 4,1%. Questi risultati evidenziano la capacità del sistema produttivo veneto di mantenere una solida performance sui mercati internazionali.
La crescita regionale si accompagna a un andamento differenziato dei mercati di destinazione.
Le vendite verso l'Unione Europea sono aumentate del 2,3% nel semestre, con la Spagna che mostra un'accelerazione del 9% nel secondo trimestre. Le esportazioni verso la Cina, invece, registrano un calo del 6,2%, mentre le importazioni dal mercato cinese crescono del 34%. Il Mercosur evidenzia un aumento significativo del 13% nel semestre e del 19% nel secondo trimestre.
Settori e performance provinciali
Nel dettaglio settoriale, emergono alcune aree di criticità. Il comparto vitivinicolo registra una flessione dell'8,4%, e l'export verso i Paesi Opec cala del 21% nei primi sei mesi dell'anno. Tra le province venete, la migliore performance è quella di Vicenza, con un aumento del 6,8% nelle esportazioni.
Massimo Bitonci, assessore regionale allo Sviluppo economico, ha sottolineato la resilienza del sistema produttivo veneto, affermando che «il sistema produttivo veneto sta reagendo con forza alle difficoltà internazionali degli ultimi mesi».
L'export nazionale a confronto
Nel quadro nazionale, il secondo trimestre del 2026 ha visto una crescita congiunturale delle esportazioni per quasi tutte le ripartizioni territoriali, ad eccezione del Centro, che ha segnato un -1,6%. L'aumento congiunturale è stato più marcato per il Sud e le Isole, con un +6,5%, mentre il Nord-est ha registrato un +3,1% e il Nord-ovest un +2,9%.
Nel periodo gennaio-giugno 2026, l'export nazionale in valore ha mostrato una crescita sostenuta del 4,5%, diffusa a livello territoriale.
L'incremento delle esportazioni è stato particolarmente significativo per il Centro (+11,9%) e le Isole (+8,8%), leggermente inferiore alla media nazionale per il Nord-ovest (+4,3%), e più contenuto per il Sud (+3,8%) e il Nord-est (+1,9%).
Nei primi sei mesi del 2026, le regioni italiane con gli incrementi tendenziali più marcati dell'export in valore sono state la Basilicata (+29,5%), la Toscana (+23,8%), la Puglia (+15,2%) e la Sardegna (+11,6%). All'opposto, si segnalano le dinamiche negative di Friuli-Venezia Giulia (-9,6%), Lazio (-6,8%), Valle d'Aosta (-5,7%) e Campania (-4,6%).
Nello stesso periodo, l'aumento delle esportazioni di metalli di base e prodotti in metallo dalla Toscana ha contribuito per 2,4 punti percentuali alla crescita annuale dell'export nazionale.
Un ulteriore contributo positivo di 1,2 punti percentuali è derivato dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto da Veneto e Marche, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana e Lombardia.
Per contro, la riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi e strumenti medici dalla Toscana, di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Campania e Lazio, e di mezzi di trasporto da Friuli-Venezia Giulia e Lazio ha fornito un contributo negativo di 1,6 punti percentuali alla variazione dell'export.
I maggiori contributi positivi alla crescita tendenziale dell'export nazionale nel primo semestre 2026 derivano dall'aumento delle vendite della Toscana verso Svizzera (+434,1%), Cina (+136,4%) e Stati Uniti (+13,7%), del Veneto verso gli Stati Uniti (+31,0%) e della Lombardia verso Svizzera (+17,0%) e Paesi Bassi (+23,8%).
Gli apporti negativi più ampi, invece, provengono dal calo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti (-67,2%), della Campania verso la Svizzera (-31,3%) e della Toscana verso Turchia (-61,6%) e Spagna (-31,4%).
Nell'analisi provinciale dell'export, si evidenziano le performance positive di Arezzo, Venezia, Gorizia, Torino e Milano, mentre i contributi negativi più ampi derivano da Trieste, Roma, Napoli, Frosinone e Palermo.
Sintesi dell'andamento
Nel secondo trimestre 2026, l'export ha registrato una dinamica congiunturale positiva diffusa territorialmente, ad eccezione del Centro, e più intensa per il Sud e le Isole. Su base annua, l'export è tornato a crescere per il Nord-est e il Sud e Isole; per il Nord-ovest, la crescita ha accelerato, mentre per il Centro ha rallentato.
Nei primi sei mesi del 2026, la crescita tendenziale dell'export è stata trainata dalle maggiori vendite della Toscana e delle grandi regioni del Nord. In particolare, Toscana e Lombardia hanno fornito gli impulsi positivi maggiori. All'opposto, Lazio e Friuli-Venezia Giulia hanno fornito i contributi negativi più ampi.