La Borsa di Tokyo ha registrato una seduta in forte ribasso il 15 ottobre 2026. L'indice Nikkei ha ceduto oltre il 4%, dopo aver perso il 3,5% all'apertura, mentre il Topix è arretrato dell'1,9%. Il calo è stato innescato dai dati sull'inflazione statunitense, superiori alle attese, che hanno riacceso i timori di un rialzo dei tassi da parte della Fed, penalizzando il comparto tecnologico.

Il ribasso ha colpito marcatamente i titoli di intelligenza artificiale e semiconduttori. A Tokyo, Advantest ha perso l'11%, Tokyo Electron il 6,5% e SoftBank Group il 10%.

Questa pressione sui titoli tecnologici si inserisce in un contesto di vendite diffuse sui listini asiatici, con ribassi concentrati su chip e AI.

Le perdite nel settore tecnologico

Il Nikkei 225 è sceso del 3,9% a 65.119,51 punti nelle prime contrattazioni. SoftBank Group ha ceduto il 9,1%, mentre Tokyo Electron è sceso del 6,3%. Queste perdite riflettono il contesto di mercato dominato dai dati sull'inflazione statunitense e dalla flessione dei principali indici di Wall Street, che hanno penalizzato i titoli tecnologici.

Negli Stati Uniti, l'indice dei prezzi al consumo di settembre è aumentato del 3,7% su base annua, superando il 3,4% di agosto e le attese degli economisti. Mercoledì, Wall Street ha chiuso con l'S&P 500 in calo dell'1,1%, il Dow Jones Industrial Average dello 0,1% e il Nasdaq Composite, più esposto al settore tecnologico, dell'1,9%.

Tra i titoli AI, Nvidia ha perso il 3,2%, Broadcom il 3,1% e Advanced Micro Devices il 5,7%.

Vendite generalizzate nei mercati asiatici

Il ribasso non ha riguardato solo Tokyo. A Seul, il Kospi, principale indice della Borsa sudcoreana, ha ceduto il 7,7%. Samsung Electronics ha registrato un calo di oltre il 9%, con una perdita di circa 90 miliardi di euro in capitalizzazione. Nelle prime contrattazioni, il Kospi aveva già perso il 7,1% (a 5.584,83 punti), mentre Samsung Electronics scendeva.