Il Consorzio Vino Chianti ha chiuso la vendemmia 2026 con un bilancio decisamente positivo, presentato a Firenze il 13 ottobre. Il presidente Giovanni Busi ha evidenziato l'ottima qualità delle uve, con particolare enfasi sul vitigno Sangiovese. Nonostante un'estate calda, le piogge di metà settembre sono state cruciali per riequilibrare le uve, consentendo una raccolta ottimale senza stress termico.
Il Sangiovese è giunto in cantina in condizioni eccellenti, promettendo vini di alto livello. Busi ha confermato "uve di gran qualità", attribuendo alle piogge di settembre un ruolo decisivo.
La riduzione delle rese, decisa dal Consorzio, ha ulteriormente contribuito al bilancio produttivo positivo, assicurando standard elevati.
Le dinamiche del mercato
Nonostante i successi in vigna, il Consorzio ha segnalato criticità commerciali. Il mercato mostra ordini discontinui, con alternanza di stasi e picchi di richiesta, rendendo difficile la programmazione delle attività.
Le tensioni geopolitiche e l'incertezza economica globale pesano sulle decisioni d'acquisto, inducendo imprese e consumatori a un atteggiamento più prudente. Busi ha ribadito la ferma fiducia della denominazione: "Chianti ha fiducia, non ha paura", auspicando un contesto più stabile e affidabile per tutti gli operatori.
Il contesto produttivo della denominazione
Per il 2026, il Chianti Docg aveva già ridotto le rese del 20%. Le stime pre-vendemmiali indicavano circa 900mila quintali di uve su 17mila ettari Docg. Il 2025 fu penalizzato dalla siccità, con volumi inferiori del 30% rispetto alle medie storiche della zona.