Cia-Agricoltori Italiani ha dichiarato lo stato di agitazione permanente al termine dell'assemblea plenaria tenutasi a Crotone il primo ottobre 2026. Il presidente nazionale, Cristiano Fini, ha denunciato una situazione drammatica per il settore, caratterizzata da costi produttivi eccessivamente elevati e prezzi di vendita dei prodotti agricoli troppo bassi. Fini ha affermato che una crisi simile non si era "mai vista prima", evidenziando la gravità del contesto in cui operano gli agricoltori. L'incontro si è svolto sotto l'egida del manifesto programmatico "Terra calabra: dignità, sovranità, futuro", che ha guidato le discussioni e le proposte emerse.

La mobilitazione è indirizzata con forza al Governo italiano e alle istituzioni europee, con l'obiettivo di sollecitare interventi urgenti. L'organizzazione agricola ha individuato le cause principali della crisi in un preoccupante divario tra l'aumento costante dei fattori produttivi e il contemporaneo calo dei prezzi riconosciuti alla produzione agricola. A questo scenario si aggiungono gli effetti devastanti del cambiamento climatico, che hanno portato a una significativa riduzione delle rese nei campi, costringendo molte aziende agricole a operare al di sotto dei costi di produzione e mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza.

Le Richieste Urgenti della Cia

La piattaforma di richieste presentata dalla Cia include una serie di misure straordinarie, emergenziali e strutturali, ritenute indispensabili per affrontare la crisi.

Tra le priorità assolute figura l'introduzione di un prezzo minimo garantito per i prodotti agricoli, basato sui costi reali rilevati dall'Ismea, accompagnato da severe sanzioni contro le pratiche sleali lungo l'intera filiera agroalimentare. L'organizzazione chiede inoltre la reintroduzione immediata del credito d'imposta sul gasolio agricolo, una misura cruciale per alleggerire i costi operativi. Un altro punto fermo è lo stop alle importazioni extra-Ue di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano gli standard europei in termini di utilizzo di pesticidi o che impiegano manodopera sfruttata, a tutela della qualità e dell'etica produttiva. Ulteriori richieste riguardano l'intensificazione dei controlli per contrastare le frodi, interventi mirati per la difesa del suolo agricolo e l'implementazione di efficaci misure per il contenimento dei cinghiali e della fauna selvatica, che causano ingenti danni alle colture.

L'Appello del Presidente Regionale

Il presidente regionale di Cia Calabria, Nicodemo Podella, ha fornito una prospettiva aggiuntiva sulla crisi, collegandola direttamente all'elevato costo dell'energia e, in particolare, al caro gasolio agricolo. Nel suo intervento, Podella ha denunciato come le grandi aziende energetiche stiano realizzando "profitti enormi", sfruttando l'alibi delle guerre, mentre il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto livelli insostenibili. Ha concluso il suo appello con una chiara rivendicazione: "Credo sia arrivato il momento che anche noi agricoltori facciamo utili, almeno per consentire alle nostre famiglie di vivere", sottolineando la necessità di garantire una dignità economica alle famiglie agricole.