Il 14 ottobre 2026, circa quattromila rappresentanti del comparto olivicolo di Coldiretti hanno sfilato sul lungomare di Bari per chiedere una cabina di regia e interventi sulla crisi dell’olio. La manifestazione, partita da Pane e Pomodoro, ha raggiunto l'assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, con i trattori a bloccare la strada.
La protesta è giunta a una settimana dall’inizio delle manifestazioni spontanee nella provincia di Bari. Le richieste dei produttori includono misure economiche per la crisi dell’olio, azioni contro la contraffazione e risposte a emergenze come la crisi idrica.
Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, ha collegato la mobilitazione a istanze già presentate il 10 giugno alle Prefetture, definendo “insufficiente” quanto ottenuto.
Le istanze economiche e di filiera
L’aumento dei costi di produzione resta un nodo centrale. Piccioni ha descritto rincari persistenti, con la previsione di un “triplicarsi dei costi di produzione”. Ha esteso l'allarme a tutti i settori agricoli, definendoli in uno stato di calamità profondo, e ha chiesto alla Regione fondi per la riconversione e ristrutturazione delle filiere. La richiesta include anche il contrasto alla perdita di potere contrattuale del produttore e al condizionamento di un oligopolio.
Si chiede uno stanziamento regionale per il sostegno alle aziende olivicole, la tutela dell’origine del prodotto e il contrasto alle pratiche che i produttori collegano alla contraffazione.
La mobilitazione ha così portato questi temi all'attenzione dell'assessorato regionale all’Agricoltura.
Il corteo dei trattori: simbolo della protesta
Il corteo di trattori di Coldiretti Puglia si è diretto da Pane e Pomodoro verso l’assessorato regionale all’Agricoltura. La sfilata ha rappresentato la determinazione del comparto agricolo a chiedere risposte concrete alle difficoltà economiche e strutturali del settore olivicolo, con i mezzi agricoli a sottolineare l'urgenza.