In Italia, il panorama imprenditoriale giovanile vede circa 400mila imprese guidate da under 35, con oltre la metà di queste attive nel terziario di mercato. Questo dato emerge da un'analisi condotta dall'Ufficio Studi di Confcommercio, presentata in occasione del XVII Forum nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, tenutosi a Milano e diffuso il 15 ottobre 2026.
Tuttavia, il settore ha registrato una significativa contrazione negli ultimi sette anni. Le imprese giovanili sono diminuite complessivamente di quasi 67mila unità, segnando una flessione del 14,3%.
Di conseguenza, la loro incidenza sul totale delle imprese è passata dal 9,1% all'8%. Concentrandosi sul solo terziario di mercato, la perdita è stata ancora più marcata, superando le 47mila imprese, con un calo del 15,4%. La quota di imprese giovanili in questo settore è scesa dal 10,9% al 9,7%.
Il ruolo del terziario e la distribuzione geografica
Nonostante il calo, il terziario di mercato continua a mostrare una presenza di imprese giovanili più elevata rispetto ad altri comparti economici, attestandosi al 9,7% contro una media generale del 6%. A livello geografico, quasi la metà dei giovani imprenditori si concentra nel Nord Italia, con la Lombardia che si conferma regione leader. L'analisi della flessione complessiva nell'economia negli ultimi sette anni evidenzia differenze regionali: il Nord ha registrato una contrazione più contenuta, pari al 3,2%, rispetto al Centro (-19%) e al Sud (-22,9%).
Queste dinamiche sono strettamente connesse all'andamento demografico, che vede una diminuzione della popolazione tra i 18 e i 34 anni, particolarmente accentuata nel Mezzogiorno, con un calo del 9,7%. All'interno del terziario di mercato, emergono segnali positivi in specifici settori: le attività di alloggio hanno registrato un aumento del 22,8%, le attività professionali sono cresciute del 28,6% e la grande distribuzione ha visto un incremento del 27%. Al contrario, le perdite di giovani imprenditori si concentrano maggiormente nei comparti più tradizionali, in particolare nel piccolo commercio.
Imprenditoria giovanile: un volano per l'occupazione e l'innovazione
L'imprenditoria giovanile si conferma un importante volano per l'occupazione giovanile, l'innovazione e la produttività.
Esiste una chiara correlazione tra l'età dell'imprenditore e quella dell'impresa: il 56,1% degli under 35 è alla guida di un'attività con meno di due anni di vita. Inoltre, nelle imprese con meno di cinque anni di attività, la presenza di giovani addetti è notevole: più di un lavoratore su tre (36,1%) ha meno di 35 anni, un dato significativamente superiore al 24,5% registrato nel complesso delle imprese. In alcuni settori del terziario, queste percentuali sono ancora più elevate, sfiorando il 50%: nel comparto alloggio e ristorazione si raggiunge il 49,3%, nella sanità il 47,7% e nei servizi alla persona il 46,6%.
Una maggiore presenza di giovani tra gli addetti si associa anche a una più elevata propensione agli investimenti in tecnologie digitali e a migliori risultati in termini di crescita dell'occupazione, del fatturato e della produttività.