Leonardo Maria Del Vecchio ha nuovamente criticato Francesco Milleri, amministratore delegato di EssilorLuxottica, in un’intervista al Pulp Podcast di Fedez. A Milano, il 12 ottobre 2026, Del Vecchio ha motivato il suo passo indietro dal gruppo paterno, restando socio tramite Delfin. Il fulcro delle sue dichiarazioni verte sulla gestione aziendale post-mortem del padre e sul rapporto con Milleri, distinto dai risultati effettivi.
Per EssilorLuxottica, Del Vecchio ha collegato il calo del titolo in Borsa alla fine della fase legata all’eredità imprenditoriale paterna.
Sui motivi del calo, ha dichiarato: “Dopo non c'è stata la visione adeguata, evidentemente”. Ha definito il gruppo una public company, richiamando la quota familiare del 30% e interrogandosi sul ruolo del restante 70%. La critica si concentra sulla direzione dell’azienda e sulla responsabilità manageriale di Milleri.
Il passo indietro dal gruppo e il ruolo di Delfin
L'allontanamento operativo di Del Vecchio da EssilorLuxottica è conseguenza della valutazione dei risultati. Ha sostenuto la gestione in periodi positivi, ma di fronte al "meno 50%" citato, ha scelto di uscire dalla prima linea. Il cognome Del Vecchio resta centrale: l’imprenditore lega la sua presenza all’azienda al nome del fondatore e alla responsabilità pubblica connessa.
Il rapporto personale con Francesco Milleri non è, per Del Vecchio, il nodo della vicenda. Una relazione stretta non basta senza risultati. Il richiamo a "stipendi bloccati" e alla "gestione quotidiana" rientra nella critica all’amministratore delegato, mentre il passo indietro è legato alla difficoltà di rappresentare il gruppo in tali condizioni.
L’eredità Del Vecchio e il legato da 300 milioni
Nell’intervista, Del Vecchio ha affrontato il tema dell’eredità paterna, con particolare riferimento al legato da 300 milioni.