Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha ribadito con fermezza che il premio offerto da Intesa Sanpaolo nell'ambito della sua proposta di acquisizione rimane significativamente inferiore alla media, anche a seguito del recente rilancio da parte dell'istituto milanese. Questa posizione è stata formalizzata al termine di un consiglio straordinario di Mps, tenutosi il 12 ottobre 2026, e rappresenta la valutazione ufficiale sull'offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) avanzata da Intesa Sanpaolo. La nota, diffusa dalla sede di Milano alle ore 21:38, sottolinea come tale giudizio si basi su un'attenta analisi comparativa con le offerte pubbliche volontarie precedentemente registrate nel settore bancario italiano, un parametro già richiamato dalla banca senese nel suo comunicato del 16 luglio 2026.

Secondo le analisi condotte da Mps, il premio offerto si colloca ben al di sotto del livello medio riscontrato in operazioni di natura simile, che si attesta intorno al 30% rispetto al prezzo ufficiale dell'azione precedente l'annuncio dell'offerta. Il Consiglio di Amministrazione ha dunque confermato e riapplicato questo parametro di valutazione, già impiegato nelle sue prime osservazioni critiche sull'operazione, anche in seguito al rilancio dell'offerta da parte di Intesa Sanpaolo, spesso identificata anche con il riferimento a "Ca' de Sass". La questione cruciale, per il board senese, rimane la convenienza effettiva del corrispettivo proposto, se confrontato con i precedenti storici e le dinamiche di mercato osservate nel mercato bancario italiano per operazioni analoghe.

La clausola di Intesa e l'incertezza per gli azionisti

Il Consiglio di Amministrazione di Mps ha inoltre evidenziato una condizione significativa posta da Intesa Sanpaolo alla sua offerta: la subordinazione all'eventuale bocciatura del piano industriale elaborato da Banca Monte dei Paschi di Siena. Questa impostazione, si legge nella nota, costringerebbe gli azionisti del Monte a prendere «decisioni rilevanti per il futuro della Banca in un contesto di perdurante incertezza e prima della pubblicazione del Documento di Offerta». È stato specificato che il Documento di Offerta di Intesa stesso è subordinato all'ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni regolamentari, inclusa quella dell'Antitrust, aggiungendo un ulteriore strato di complessità e incertezza.

Il board di Mps ha sottolineato con preoccupazione che gli azionisti sarebbero chiamati a esprimere il proprio voto prima che lo stesso Consiglio di Amministrazione abbia avuto la possibilità di formulare e rendere pubblica la propria valutazione complessiva sull'OPAS. La comunicazione mette in guardia contro il «rischio» concreto che i soci possano trovarsi a dover rinunciare al progetto industriale autonomo del Monte senza avere a disposizione un necessario compendio informativo completo e trasparente sull'offerta di Intesa. Questo scenario solleva interrogativi sulla completezza del quadro informativo a disposizione degli azionisti al momento della loro decisione, un quadro che dovrebbe includere sia i dettagli del piano strategico di Mps sia la documentazione esaustiva relativa all'offerta di Intesa Sanpaolo.

Coerenza con le precedenti valutazioni di Mps

La posizione espressa dal Consiglio di Amministrazione in questa occasione si pone in linea di continuità con quanto già comunicato in precedenza. In particolare, il CdA di Banca Monte dei Paschi di Siena aveva già formulato le sue prime osservazioni critiche sull'operazione nel comunicato del 16 luglio 2026. In quella sede, era già stato evidenziato come il premio offerto fosse inferiore alla media delle operazioni comparabili nel settore bancario italiano, un punto fermo nella valutazione del Monte che viene qui ribadito con forza, anche a fronte del rilancio dell'offerta da parte di Intesa Sanpaolo. Questa coerenza sottolinea la persistenza delle preoccupazioni del board senese riguardo alla convenienza economica e alle condizioni poste dall'offerta.