L'Emilia-Romagna ha approvato una legge sul microcredito sociale regionale, iniziativa della Giunta per sostenere persone e famiglie residenti in temporanea vulnerabilità. Il provvedimento è stato illustrato a Bologna il 7 ottobre 2026 dal presidente Michele de Pascale (in videocollegamento da Barcellona) e dall'assessora alla Legalità Elena Mazzoni. La misura interviene in caso di imprevisti che incidono sul bilancio familiare: separazione, lutto, perdita del lavoro, sfratto, malattia, trasloco o lavori urgenti in casa.

La Regione ha chiarito che il microcredito sociale non è un sussidio, ma uno strumento di supporto.

Prevede un fondo di garanzia di 3 milioni di euro (un milione per ciascun anno del triennio 2026-2028), destinato a garantire i crediti e coprire i costi del tutoraggio finanziario. De Pascale e Mazzoni hanno evidenziato l'obiettivo di prevenire sovraindebitamento e rischio usura, definendo la legge 'di legalità sostanziale'. L'intervento mira a evitare che difficoltà temporanee si trasformino in povertà conclamata.

Il fondo e l'accompagnamento finanziario

Il fondo opererà tramite un accordo con l'Ente Nazionale per il Microcredito (Enm), vigilato da Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell'Economia e delle Finanze e Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ogni prestito sarà accompagnato, per tutta la sua durata, da un tutor dedicato, che assisterà il beneficiario verso sostenibilità ed equilibrio finanziario.

Il fondo è rigenerativo: le somme rimborsate tornano disponibili per nuovi beneficiari.

L'accesso alla misura sarà aperto e continuativo, senza bando a scadenza. I criteri di assegnazione saranno definiti da un regolamento successivo. Il progetto di legge è stato presentato come strumento per piccoli prestiti a condizioni agevolate, rivolto a persone escluse dai canali bancari tradizionali. L'obiettivo è contenere il rischio di usura e sovraindebitamento.