L'amministratore delegato di Ryanair, Michael O'Leary, ha annunciato per il prossimo anno un aumento record delle tariffe aeree in Europa. La previsione, rilasciata il 20 ottobre 2026 a Bruxelles, si inserisce in un contesto di marcato rincaro del petrolio, legato al conflitto in Medio Oriente. O'Leary ha chiarito che l'incremento dei costi del carburante spingerà le compagnie a trasferire parte di tali oneri sui passeggeri.

La stima di O'Leary è netta: i biglietti aerei potrebbero registrare una crescita fino al 20% nel prossimo anno. Questo aumento, che riguarderà le tariffe aeree europee, è direttamente correlato all'ingente "bolletta petrolifera" che le compagnie devono sostenere.

Il manager ha ribadito che il rialzo dei prezzi è necessario per fronteggiare costi energetici più elevati. Ha però anche sottolineato che l'incremento delle tariffe, pur consistente, non sarà sufficiente a coprire interamente il rincaro del petrolio, lasciando un divario nei bilanci.

La pressione sui costi del carburante e i margini operativi

O'Leary ha evidenziato una pressione diretta sui margini delle compagnie aeree. Ha spiegato che, nonostante l'aumento dei supplementi carburante, questi non compenseranno integralmente il peso crescente dei maggiori costi petroliferi. La situazione crea una duplice sfida: i passeggeri affronteranno un possibile aumento dei biglietti, mentre i vettori gestiranno una contrazione dei margini operativi, direttamente collegata all'incremento del costo del carburante.

La redditività del settore è messa a dura prova.

Durante l'incontro a Bruxelles, il manager ha pronunciato una frase di forte impatto: “Nei prossimi 12 mesi assisterete al più grande aumento delle tariffe aeree nella storia d'Europa”. Ha poi proseguito con una domanda retorica sulla sostenibilità economica: “La domanda è: questo incremento dei biglietti sarà sufficiente a coprire i costi petroliferi drasticamente più elevati? Non credo che lo sarà”. Queste affermazioni riassumono il punto centrale: tariffe in aumento fino al 20% e copertura solo parziale dei maggiori costi del petrolio.

L'esposizione delle compagnie al rischio petrolifero

Il quadro operativo delineato da O'Leary include la limitata copertura delle compagnie europee nei confronti dei rincari del petrolio.

In particolare, Ryanair si trova ampiamente esposta ai prezzi più elevati del greggio per il prossimo anno. Il manager ha specificato che il gruppo è non coperto per l'85% contro l'aumento dei prezzi petroliferi. Ciò implica che gran parte delle sue operazioni sarà soggetta alle fluttuazioni del mercato del greggio, amplificando l'impatto dei costi del carburante.