Ad Alessandria, il 9 ottobre 2026, si è svolta un’importante assemblea che ha visto protagonisti gli Agricoltori Autonomi Italiani e il Coapi, il Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani. L’incontro, tenutosi per discutere le crescenti difficoltà del settore agricolo, ha posto al centro dell’attenzione l’emergenza legata al gasolio, una problematica che sta mettendo a dura prova la sostenibilità delle attività rurali. Il movimento, guidato dal presidente alessandrino Gabriele Ponzano, ha delineato una strategia chiara: per il momento, i trattori non scenderanno in piazza, ma l’azione di protesta si concentrerà su una richiesta formale di aiuto alla Regione e sulla partecipazione a una manifestazione a Torino il 17 ottobre.
Quest’ultima sarà un’occasione per esprimere il dissenso contro il caro carburante, il caro vita e il caro energia, tematiche che affliggono non solo il comparto agricolo ma l’intera cittadinanza.
Durante l’assemblea, è emersa con forza la posizione degli Agricoltori Autonomi Italiani riguardo al complesso quadro di difficoltà che caratterizza il comparto. I rappresentanti del movimento hanno espresso un chiaro messaggio di non rassegnazione, affermando: “Basta, non possiamo più andare avanti così. Non possiamo rassegnarci, non possiamo non dar voce alla speranza”. Queste parole d’ordine, sintetizzate nei concetti di Resistenza, costanza e resilienza, sottolineano la determinazione a fronteggiare le avversità.
L’incontro ha evidenziato i numerosi problemi che affliggono il settore, ai quali si è aggiunta, con particolare urgenza, l’emergenza gasolio. Proprio per questa ragione, il gruppo ha deciso di intraprendere un passaggio formale e diretto verso la Regione, inviando una posta elettronica certificata (PEC) per sollecitare interventi concreti.
La strategia di mobilitazione: dalla PEC alla piazza di Torino
Il presidente Gabriele Ponzano ha illustrato la linea d’azione definita dall’assemblea, chiarendo le modalità della protesta. “Per ora abbiamo deciso di lasciare a casa i trattori”, ha dichiarato Ponzano, specificando tuttavia che si tratta di una decisione temporanea. La strategia prevede un’azione su due fronti: “Presto spediremo una PEC di richiesta di aiuto alla Regione per il gasolio”.
Questo primo passo istituzionale mira a ottenere supporto specifico per l’aumento dei costi del carburante agricolo. Successivamente, il movimento si unirà alla più ampia mobilitazione cittadina: “Saremo poi a manifestare a Torino il 17 ottobre con tutti i cittadini per il caro carburante, il caro vita e il caro energia”.
La decisione di non utilizzare immediatamente i trattori nelle piazze non diminuisce l’intensità della mobilitazione, ma ne ridefinisce le tappe. Il percorso indicato dal movimento agricolo prevede prima un’interlocuzione formale con le istituzioni regionali per affrontare la questione cruciale del gasolio, per poi confluire nella protesta di Torino del 17 ottobre. Questa manifestazione, pur nascendo dalle istanze del settore agricolo, si propone di allargare il proprio raggio d’azione, collegandosi esplicitamente ai temi del caro vita e dell’energia, che toccano trasversalmente l’intera società.
L’assemblea ha ribadito la necessità impellente di dare voce alle difficoltà quotidiane degli agricoltori e di portare la questione del gasolio agricolo all’attenzione prioritaria della Regione. Il perimetro d’azione del movimento include non solo il costo del carburante, ma anche l’aumento generale dei costi che gravano pesantemente sull’attività agricola, culminando nella partecipazione a un appuntamento pubblico di vasta risonanza.