La Cgil Valle d'Aosta lancia un allarme sull'economia regionale, indicando una inversione di tendenza preoccupante a partire dal 2025. Fino al 2024, la Valle d'Aosta aveva mantenuto risultati positivi e una crescita superiore rispetto al Nord Ovest. Igor De Belli, neo segretario generale del sindacato, ha collegato il rallentamento al caro vita, all'aumento delle imprese in difficoltà e a segnali negativi nei livelli produttivi.
Il sindacato ha evidenziato un ritardo sugli investimenti, una criticità che, secondo De Belli, penalizza la regione. Pur riconoscendo gli sforzi per la crescita del bilancio regionale, la Cgil ha espresso perplessità sulla distribuzione delle risorse.
Cristina Marchiaro e Fabrizio Graziola, membri della segreteria regionale, hanno contribuito a delineare il quadro economico.
Priorità per sviluppo e benessere sociale
La Cgil sollecita un confronto urgente tra Regione e parti sociali su statuto e Defr. Tra le priorità, maggiori risorse per sanità territoriale, istruzione e politiche sociali, con focus sulla cura degli anziani. In ambito universitario, si chiedono studentati e un ampliamento dell'offerta accademica, cruciali per affrontare le criticità economiche e sociali del 2025.
Settore industriale e trasporti: criticità e prospettive
Sul fronte industriale, Fabrizio Graziola ha descritto una situazione critica, specie nella siderurgia. Per Cogne Acciai Speciali, la Cgil ha evidenziato scarsa chiarezza sul futuro.
Tecnomec registra un rapporto problematico con Iveco (ritardi pagamenti, margini ridotti). Grivel affronta problemi nella produzione di bastoncini e sul mercato. Riguardo a Cva, seconda maggiore azienda valdostana, il sindacato ha richiamato l'attenzione sulla scadenza delle concessioni nel 2029 e sulla mancata definizione politica della questione.
Per i trasporti, è stato espresso un giudizio positivo sull'annuncio di nuovi treni diretti tra Milano e Aosta.