Aumento del salario minimo, privatizzazioni, lotta all'evasione e alla corruzione. E tanto altro. Le promesse della Grecia, scritte in un programma in quattordici punti diviso in quattro sezioni, convincono l'Europa, che ha approvato (con riserva) l'estensione di quattro mesi dei prestiti al governo di Tsipras.

La lunga lista di riforme è arrivata "con ritardo, ma in tempo", ha confermato il presidente dell'Eurogruppo, l'olandese Jeroen Dijsselbloem, in un'audizione al Comitato Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo.

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Il testo è stato vagliato nel dettaglio dall'Eurogruppo, oltre che dal Fmi e dalla Bce che compongono la Troika. Eppure resta un sì condizionato, soprattutto dopo le perplessità espresse dalla Germania e del Fondo Monetario Internazionale.

Rimane di fatto un buon punto di partenza. Ora l'appello dell'Eurogruppo alle autorità greche riguarda la spinta a fare di più: "L'augurio è che la Grecia sviluppi ulteriormente e ampli la lista di misure di riforma, sulla base degli accordi esistenti".

Di fatto i ministri delle Finanze europei hanno deciso in teleconferenza di andare avanti con le procedure per raggiungere una decisione definitiva sull'estensione fino a 4 mesi del programma di aiuti finanziari alla Grecia. Aiuti che però saranno offerti solo se la lista di riforme presentata da Atene "sarà ulteriormente specificata e completata entro la fine di aprile". La lista di riforme permetterà al governo di Atene incassi extra per 7,3 miliardi di euro. Nel dettaglio 2,5 miliardi di euro dalle tasse sui grandi patrimoni e agli oligarchi, altri 2,5 miliardi di euro di recuperi fiscali e 2,3 miliardi dalla lotta al contrabbando di benzina e sigarette.

Sì di Hollande

Un buon compromesso.

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Così l'accordo è stato definito da Francois Hollande a margine dell'incontro con il premier italiano Matteo Renzi. "E' rispettoso delle scelte del popolo greco ma anche delle regole il cui rispetto deve essere garantito dall'Eurogruppo".

I dubbi di Draghi e Merkel

Eppure nel piano greco sono state evidenziate pesanti lacune. La lettera di Atene rappresenta un "valido punto di partenza per una conclusione positiva del programma" sostiene il presidente della Bce, Mario Draghi, secondo il quale "gli impegni sottolineati dalle autorità differiscono dagli impegni dell'attuale programma in alcuni settori". Certo, il tempo è stato limitato per il governo greco: "Non è stato possibile per Atene - ha sottolineato Draghi - elaborare proposte concrete e impegni su crescita, finanza pubblica e stabilità finanziaria. Questo è comprensibile". Non è convinta del sì alla proroga degli aiuti nemmeno la cancelliera tedesca Angela Merkel: "Il governo greco del premier Alexis Tsipras è tornato passo dopo passo alla realtà, ma ci saranno altri negoziati con la Grecia".

Insomma, secondo la cancelliera il percorso è ancora lungo e non è ancora concluso.

FMI

Christine Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, affida invece ad una lettera al presidente dell'Eurogruppo, Dijsselbloem, il suo commento negativo alla decisione. Si poteva fare molto di più, è in sintesi il pensiero di Lagarde, perché il piano "non fornisce sufficienti dettagli" per avere maggiori garanzie dal governo greco.