Le Banche di credito cooperativo secondo quanto approvato dal decreto legge dovranno confluire in una holding, cioè un solo grande gruppo cooperativo guidato da una società per azioni con un capitale non inferiore a 1 miliardo di euro. Le banche che non aderiranno dovranno avere una riserva di 200 milioni di euro e dovranno versare all'erario il 20% di questa riserva oppure si dovranno trasformare in una s.p.a. Secondo il ministro dell'economia Padoan ci sono almeno una decina di banche che potrebbero non aderire.

Quali le altre novità del decreto?

Saranno agevolate le vendite all'asta per favorire il recupero della maggior parte possibile dei crediti: saranno meno care e sarà sospesa l'imposta di registro per due anni.

Per quanto riguarda il rimborso agli obbligazionisti che saranno riconosciuti come truffati dall'arbitrato, secondo quanto ha comunicato Matteo Renzi, non sarà necessario emanare un decreto legge, sarà invece sufficiente un decreto ministeriale come previsto dalla legge di stabilità approvata a dicembre. Nel nuovo decreto legge sono stati recepiti anche gli accordi con Bruxelles sui Gacs cioè le Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, questa garanzia, in linea con quanto richiede l'Unione Europea che vieta un aiuto diretto da parte dello stato per salvare un'azienda in difficoltà, per non alterare le leggi del mercato, avrà un prezzo di mercato e garantirà solo le tranche senior cioè le meno rischiose. 

È previsto anche l'avvio del disegno di legge della riforma del diritto fallimentare che potrebbe agevolare il recupero delle sofferenze delle banche.

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La riforma in linea con quanto già approvato con la legge n˚132 del 6 agosto 2015 in materia fallimentare è stata adottata per sostenere l'attività delle imprese in crisi cercando di agevolare il credito,  proprio perché un'impresa in crisi può causare a sua volta delle gravi difficoltà per altre aziende: fornitori, intermediari finanziari.

Nella riforma è prevista anche l'eliminazione del termine fallimento perché etichetta in maniera negativa un imprenditore o un'impresa che si sono magari trovati in difficoltà per cause a loro non imputabili come la crisi economica di questi anni. Saranno anche semplificate le regole processuali.