A Belgrado è iniziata la cerimonia militare in memoria del generale Ratko Mladić presso il Palazzo delle Forze armate. Il cerimoniale, comunicato dal figlio Darko, riguarda l’ex comandante serbo-bosniaco, morto il 27 agosto mentre era detenuto all’Aja, dove scontava l’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

La salma è arrivata a Belgrado giovedì e si trova all’Accademia medica militare per l’autopsia. Da lunedì è prevista la camera ardente nella chiesa di San Luca, prima del funerale al cimitero di Topčider. Il corpo è rientrato in Serbia dall’Aia con un aereo governativo; la bara, avvolta nella bandiera serba, è stata accolta da soldati dell’esercito e poi trasferita a Belgrado.

Il percorso della salma a Belgrado

Il programma di commemorazione comprende il passaggio nel Palazzo delle Forze armate, la permanenza all’Accademia medica militare per l’autopsia, la camera ardente nella chiesa di San Luca e la successiva sepoltura nel cimitero di Topčider. Le tappe, concentrate nella capitale serba, precedono il funerale dell’ex comandante dell’esercito serbo-bosniaco.

La presenza di militari all’arrivo della bara e la scelta di una sede delle Forze armate per la cerimonia definiscono il carattere militare del rito. La comunicazione del cerimoniale da parte del figlio Darko si inserisce nel percorso organizzato dopo il trasferimento della salma dall’Aia a Belgrado.

La condanna e il contesto della guerra in Bosnia

Ratko Mladić fu condannato nel 2017 per il massacro di Srebrenica, l’assedio di Sarajevo e altri crimini di guerra. Al momento della morte stava scontando l’ergastolo per genocidio e atrocità commesse durante la guerra in Bosnia. Il suo nome resta collegato ai principali procedimenti internazionali sui crimini del conflitto bosniaco.

Il genocidio di Srebrenica e la guerra in Bosnia costituiscono il contesto storico richiamato dalle sentenze e ricostruzioni giudiziarie. Il conflitto causò oltre 100.000 morti e più di un milione di sfollati. La figura di Mladić continua a dividere l'opinione pubblica.