A Belgrado, il 5 settembre 2026, ha avuto inizio una cerimonia militare in memoria del generale Ratko Mladić presso il Palazzo delle Forze Armate. L'iniziativa commemora l'ex comandante serbo-bosniaco, deceduto il 27 agosto 2026 durante la sua detenzione all'Aia, dove stava scontando una condanna all'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. L'avvio della commemorazione, annunciata il giorno precedente dal figlio Darko Mladić, è stata organizzata su richiesta della famiglia.

La salma di Mladić era giunta a Belgrado giovedì pomeriggio ed era stata trasferita all'Accademia medica militare per l'autopsia.

Il programma delle esequie prevede la camera ardente nella chiesa di San Luca e la successiva cerimonia al cimitero di Topčider, sempre a Belgrado, a partire da lunedì mattina. Il trasferimento del corpo in Serbia ha preceduto le esequie e la commemorazione già annunciata dai familiari, ponendo la capitale serba al centro degli eventi.

Il trasferimento della salma in Serbia

Il corpo dell'ex comandante dell'esercito serbo-bosniaco è stato riportato in Serbia dai Paesi Bassi a bordo di un aereo governativo. Al suo arrivo, soldati dell'esercito serbo hanno trasportato la bara, avvolta nella bandiera nazionale, dall'aereo a un furgone, durante una cerimonia trasmessa in diretta dall'emittente Informer.

Sullo stesso aereo viaggiavano il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic, Darko Mladić e alcuni ex collaboratori militari di Mladić. Dopo l'arrivo, la salma è stata trasferita nell'ospedale militare di Belgrado per l'autopsia, come da prassi.

Il tribunale delle Nazioni Unite all'Aia aveva confermato, in una nota scritta, la consegna dei resti ai parenti più stretti presso l'aeroporto di Rotterdam L'Aia nel pomeriggio di giovedì. Il presidente Aleksandar Vucic aveva dichiarato che la famiglia avrebbe comunicato i dettagli del funerale, mentre i media filogovernativi avevano già indicato la commemorazione militare di sabato e le esequie di lunedì. La sequenza degli appuntamenti mantiene dunque Belgrado al centro, con il Palazzo delle Forze Armate per la cerimonia commemorativa e il cimitero di Topčider per la sepoltura.

La condanna e il contesto giudiziario

Mladić stava scontando una condanna all'ergastolo. La sentenza del 2017 lo aveva riconosciuto responsabile, tra gli altri capi d'accusa, per il genocidio, i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità. La sua detenzione all'Aia si era conclusa con il decesso avvenuto il 27 agosto 2026, prima del completamento della pena. La sua figura è indissolubilmente legata a questi gravi capi d'accusa, che hanno segnato il suo percorso giudiziario internazionale.