Monsignor Heiner Wilmer, presidente della Conferenza Episcopale tedesca, è intervenuto il 9 settembre 2026 a Berlino, in occasione del Ricevimento annuale della Chiesa Cattolica, dopo il voto in Sassonia-Anhalt. Il capo dei vescovi tedeschi ha collegato il risultato elettorale dell’AfD alla presenza di un’ideologia etno-nazionalista nello spazio pubblico e religioso. Wilmer ha dichiarato che «Non c'è posto per questa ideologia basata sul nazionalismo etnico né dentro né fuori dalla casa di Dio», estendendo il principio a Cristianesimo, Ebraismo e Islam, incompatibile con le religioni abramitiche.
Wilmer ha ammesso di essere rimasto inizialmente senza parole di fronte all’esito del voto, ma ha ribadito la sua determinazione a proseguire il proprio operato, evidenziando l'importanza di una Chiesa che non si sottrae alle proprie responsabilità sociali.
La Chiesa e la sua responsabilità pubblica
Nel passaggio centrale del suo intervento, Wilmer ha delineato la posizione della Chiesa di fronte a slogan ambigui, promesse irrealistiche e all’uso della paura nel dibattito pubblico. Ha auspicato che la verità possa decifrare slogan fumosi e smontare promesse prive di fondamento realistico. La sua posizione è stata riassunta con la frase: «Come Chiesa non ci tiriamo indietro».
Wilmer ha aggiunto che la Chiesa si oppone quando la paura viene messa contro la solidarietà, quando le persone vengono schierate le une contro le altre e quando le istituzioni democratiche vengono indebolite.
Il suo intervento resta quindi centrato sul rapporto tra voto in Sassonia-Anhalt, linguaggio politico, coesione sociale e principi democratici richiamati in sede ecclesiale.
Il ruolo delle Chiese libere evangeliche nel dibattito
Nel dibattito seguito al voto in Sassonia-Anhalt si inserisce anche la posizione della Vereinigung Evangelischer Freikirchen (VEF), che aveva diffuso una presa di posizione il 4 settembre in vista delle elezioni regionali dell’autunno. Il documento richiama la dignità inalienabile di ogni persona, indipendentemente da origine o religione, e mette in guardia contro la degenerazione del linguaggio politico, la svalutazione degli individui e gli attacchi ai principi democratici e dello stato di diritto.
La VEF promuove valori come libertà, democrazia e coesione sociale, esortando alla vigilanza contro antisemitismo, razzismo e estremismo politico, e considera la diversità sociale una risorsa, non una minaccia.