Il segretario generale dell’Ince, Franco Dal Mas, ha sottolineato con fermezza l'urgenza di un rafforzamento dell'Unione Europea attraverso l'integrazione di Ucraina e Balcani occidentali. Intervenendo a Trieste il 14 settembre 2026, al termine di un incontro con l’ambasciatore ucraino in Italia, Ihor Brusylo, Dal Mas ha dichiarato che, senza l'ingresso di questi Paesi e di questa cruciale area geografica nel percorso europeo, l'Europa rischia concretamente di "perdere tempo" prezioso e di non realizzare appieno il proprio potenziale di stabilità e prosperità.

Questa posizione è emersa chiaramente dopo il colloquio con il rappresentante diplomatico di Kiev.

Nel corso del suo intervento, Dal Mas ha descritto l'allargamento dell'Unione Europea non solo come un'espansione geografica, ma come una vera e propria "riunificazione dell'Europa". Ha evidenziato come questo processo sia fondamentale per il rafforzamento dell’Unione stessa, conferendole maggiore coesione e influenza. L'incontro di Trieste ha dunque posto al centro del dibattito il cruciale rapporto tra le istituzioni europee, l'Ucraina e i Paesi dei Balcani occidentali, evidenziando l'importanza strategica del loro percorso di integrazione per il futuro del continente.

L'incontro di Trieste e i partecipanti chiave

Alla riunione con l’ambasciatore Brusylo hanno preso parte figure istituzionali di rilievo, tra cui Alfredo Maria Durante Mangoni, coordinatore nazionale dell’Italia per l’Ince, e Nicola Verola, direttore generale per l’Europa e la Politica commerciale internazionale della Farnesina. L'oggetto principale della discussione è stato il ruolo strategico che l’Ince può e deve svolgere sia nei rapporti con l’Ucraina, sia nel facilitare attivamente il cammino europeo dei Paesi coinvolti nel processo di allargamento dell'Unione.

Dal Mas ha inoltre ripercorso le diverse iniziative intraprese dall’Ince a sostegno dell’Ucraina. Tra queste, ha menzionato la ferma condanna dell’aggressione russa, la fornitura di aiuti umanitari e l'attenzione alle richieste del ministro degli Esteri ucraino Sybiha.

Un punto focale e di grande sensibilità è stato l'inserimento, nelle dichiarazioni ufficiali dell'Ince, della denuncia relativa ai 20mila bambini ucraini rapiti dalle forze russe, un crimine che richiede attenzione internazionale. Il segretario generale ha altresì richiamato gli impegni concreti assunti per la città di Ternopil, realizzati attraverso il fondo Ince istituito presso la Bers.

La prospettiva della presidenza ucraina dell'Ince nel 2027

Concludendo il suo intervento, Dal Mas ha delineato un obiettivo politico ambizioso: il trasferimento della presidenza dell’Ince al popolo ucraino nel 2027. Secondo la sua visione, questa transizione conferirebbe all’Ince un ruolo centrale nelle dinamiche europee e nelle sfide geopolitiche del momento, amplificando la voce dell'Ucraina nel contesto regionale.

L'aspirazione a una presidenza ucraina si inserisce nel più ampio contesto degli sforzi internazionali volti a consolidare l'integrazione, la sicurezza e la stabilità dell'intero continente europeo, riconoscendo il contributo fondamentale dell'Ucraina.