La Lituania ha chiuso l'aeroporto di Vilnius il 13 settembre 2026, a seguito del possibile avvistamento di droni nel proprio spazio aereo. La misura, che ha interessato lo scalo della capitale, è stata accompagnata dalla mobilitazione di caccia NATO decollati dalla base di Siauliai, nel nord del Paese. L'allerta, resa nota dal Centro nazionale per la gestione delle crisi e riportata dai media lituani, ha coinvolto Vilnius e le aree circostanti, inclusi i territori di Trakai ed Elektrenai. L'emittente pubblica nazionale lituana ha inoltre diramato un allarme giallo in risposta alla situazione.

Dettagli sull'allerta e le aree coinvolte

Il possibile avvistamento di droni ha portato alla chiusura del principale scalo della capitale lituana, attivando procedure di verifica immediate. Non sono stati segnalati atterraggi di droni, né danni o feriti sul territorio. L'intervento dei caccia NATO dalla base di Siauliai rappresenta la principale risposta operativa, evidenziando la serietà con cui è stata gestita la potenziale minaccia nello spazio aereo lituano. La segnalazione ha interessato diverse località, ma la chiusura dell'aeroporto di Vilnius e l'allerta gialla rimangono le misure più dirette adottate.

Il contesto di tensione sul fianco orientale della NATO

Gli eventi in Lituania si inseriscono in un contesto regionale di crescente tensione.

Nella stessa giornata, sono stati registrati attacchi con droni nell'ovest dell'Ucraina, in prossimità del confine con la Polonia, nazione membro dell'Unione Europea e dell'Alleanza Atlantica. Il ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, ha confermato la presenza di droni Geran-5 in un'area vicina alla frontiera polacca, con cadute segnalate a 1 e 5 chilometri dal confine. Questi episodi sottolineano una persistente instabilità e l'alta attenzione richiesta per la sicurezza e la difesa nel perimetro orientale dell'Alleanza.