Nicola Zingaretti, esponente di spicco del Partito Democratico e capo delegazione all'Europarlamento, è intervenuto il 13 settembre 2026 ad Assisi, in provincia di Perugia, durante uno degli appuntamenti del celebre Cortile di Francesco. Al centro del suo discorso vi era il Patto per il Mediterraneo, un'iniziativa cruciale di cui Zingaretti è relatore. L'intervento ha collegato in modo indissolubile il futuro del Mediterraneo alla necessità impellente di rifiutare l'idea che odio, guerra e conflitto possano mai rappresentare una soluzione efficace ai complessi problemi che affliggono la regione.
Zingaretti ha descritto l'area mediterranea non come un focolaio di tensioni, ma come uno spazio vitale, profondamente interconnesso da relazioni umane, scambi economici, ricchezze culturali millenarie e percorsi di formazione condivisi, che attendono solo di essere valorizzati.
Il momento culminante del suo intervento è stato un'affermazione di grande impatto: "Non bisogna rassegnarsi a vivere in un tempo nel quale prevale l'odio, la guerra e le morti o all'illusione che i problemi si risolvono odiando o combattendo qualcuno". Questa dichiarazione, pronunciata nel contesto della discussione sul Patto per il Mediterraneo, di cui Zingaretti è il principale relatore, ha delineato una visione alternativa e costruttiva.
Essa mira a trasformare la percezione di un'area che, con i suoi circa 500 milioni di persone affacciate sulle stesse acque, non deve essere considerata una fonte di difficoltà, bensì una straordinaria risorsa per la cooperazione, lo sviluppo e la prosperità reciproca. L'obiettivo è superare le logiche divisive per costruire un futuro basato sulla collaborazione.
Promuovere Incontri, Scambi e Formazione per il Futuro
Zingaretti ha illustrato in dettaglio come il Patto per il Mediterraneo sia concepito per promuovere attivamente la creazione di incontri significativi, scambi economici e culturali vibranti, e per ampliare le opportunità di studio e di sviluppo universitario in tutta la regione.
Il suo appello è rivolto alla costruzione di strumenti e alla creazione di luoghi che possano facilitare e intensificare le relazioni tra individui, professionisti di ogni settore, imprese innovative, artigiani qualificati, docenti e studenti. Un pilastro fondamentale di questa visione è l'investimento sulle persone, considerato un elemento irrinunciabile del percorso tracciato dal Patto. Questa attenzione, ha specificato, non si limita esclusivamente ai governi e agli Stati, ma si estende in maniera inclusiva a tutte le realtà organizzate della società civile, al mondo del lavoro, ai centri di formazione e all'intero sistema economico, riconoscendo il loro ruolo insostituibile nella costruzione di un futuro di pace e sviluppo condiviso.
Un altro punto focale del suo discorso ha riguardato l'importanza cruciale della partecipazione attiva e capillare dei territori. Con un'espressione incisiva, Zingaretti ha dichiarato: "Protagonista sarà chi vuole". Questa frase sottolinea l'apertura del Patto non solo ai tradizionali livelli istituzionali, ma soprattutto a tutti gli individui e alle comunità organizzate, spinti dalla loro professione, dalla loro sete di conoscenza, dalle loro iniziative artigianali, imprenditoriali o dalla loro vocazione all'insegnamento. In questo quadro di ampia partecipazione, ha specificamente menzionato l'Umbria e Assisi, evidenziandole come realtà territoriali che possono giocare un ruolo di primo piano e cogliere un'importante opportunità di crescita e influenza, a patto che decidano di inserirsi con determinazione e proattività in questa ambiziosa iniziativa per il Mediterraneo.