Due cittadini iraniani, Salam Ahmadyan, 36 anni, residente a Liverpool, e Rahman Salehi, 34 anni, residente a Salford, sono stati formalmente incriminati il 2 ottobre 2026. L'accusa riguarda un presunto piano terroristico mirato alla comunità ebraica di Manchester, un complotto che, secondo le indagini, avrebbe dovuto concretizzarsi alla vigilia dello Yom Kippur, la più sacra delle festività ebraiche. L'annuncio di queste incriminazioni è giunto da Londra nella serata del 2 ottobre 2026, evidenziando il grave collegamento tra il presunto attacco e un momento di profondo significato religioso.
Le autorità britanniche avevano arrestato i due uomini a Manchester già domenica 20 settembre 2026, nell'ambito di un'operazione antiterrorismo. Gli investigatori hanno inoltre rivelato il sospetto di un contatto tra Ahmadyan e Salehi e una terza persona, presumibilmente all'estero, forse in Iran, in relazione diretta con il presunto complotto. Questa ipotesi suggerisce una potenziale rete più ampia dietro l'ideazione dell'attacco. La polizia ha specificato che “Salam Ahmadyan, 36 anni, di Liverpool, e Rahman Salehi, 34 anni, di Salford – entrambi cittadini iraniani – sono stati arrestati a Manchester domenica 20 settembre” e ha aggiunto che “si sospetta che i due uomini fossero in contatto con un terzo soggetto all'estero, forse in Iran, in relazione al complotto”.
Dettagli degli arresti e l'indagine antiterrorismo
Gli arresti, avvenuti il 20 settembre 2026 nella città di Manchester, sono stati il culmine di un'articolata indagine antiterrorismo che si era protratta per diversi mesi. Le forze dell'ordine avevano strategicamente collegato la tempistica dell'operazione al periodo delle festività ebraiche, includendo non solo lo Yom Kippur ma anche Sukkot, suggerendo una potenziale minaccia durante questi giorni significativi. Nelle fasi immediatamente successive ai fermi, gli investigatori avevano già confermato di aver identificato i principali sospettati e di aver recuperato i materiali che si riteneva fossero destinati al presunto attacco.
I due individui sono stati fermati e posti in stato di arresto in conformità con le disposizioni del Terrorism Act.
L'operazione ha incluso anche una serie di perquisizioni domiciliari, in particolare in Epworth Street a Liverpool e in Lancaster Road a Salford, che sono state dichiarate concluse nelle prime fasi dell'indagine. Parallelamente, gli investigatori hanno avviato un'approfondita analisi di numerosi dispositivi elettronici, tra cui telefoni cellulari, per raccogliere ulteriori prove. Nonostante la gravità della situazione, le autorità hanno rassicurato il pubblico, affermando di non ritenere che vi sia una minaccia in corso direttamente collegata a questo specifico caso, pur esortando la cittadinanza a mantenere un elevato livello di vigilanza e a segnalare tempestivamente qualsiasi attività sospetta.
La sicurezza della comunità ebraica di Manchester
La vicenda ha inevitabilmente posto l'attenzione sulla sicurezza della comunità ebraica residente nell'area metropolitana di Manchester. Questo presunto piano, sventato grazie all'intervento delle forze antiterrorismo, sottolinea l'importanza della costante vigilanza e della cooperazione tra le autorità e le diverse componenti della società per prevenire atti di violenza. La protezione delle comunità ebraiche, in particolare durante le festività religiose, rimane una priorità assoluta per le forze dell'ordine britanniche, che continuano a monitorare attentamente ogni potenziale rischio.