Papa Leone XIV ha espresso il proprio dolore per il "tragico incidente ferroviario" avvenuto in Spagna, dichiarandosi "profondamente addolorato".

Il Pontefice prega per le vittime e manifesta "il proprio sentito cordoglio ai familiari", accompagnandolo con "parole di conforto, di viva partecipazione al loro dolore e all'augurio di una pronta guarigione per i feriti".

Infine, Leone XIV incoraggia gli operatori dei soccorsi "a proseguire nel loro impegno di assistenza".

Soccorsi senza sosta e ricerche dei dispersi

Sono proseguite per tutta la notte le operazioni di soccorso dopo il disastro ferroviario avvenuto ieri a Urda, in Spagna, nel quale almeno 69 persone hanno perso la vita e decine sono rimaste ferite.

Alla luce di potenti riflettori, le squadre di soccorso hanno lavorato per tagliare le carrozze metalliche e cercare le vittime e i dispersi. Molte delle persone decedute devono ancora essere identificate.

Alla Guardia Civil sono state presentate 29 segnalazioni di persone disperse da parte di familiari che non sono riusciti a rintracciare i propri cari, che viaggiavano sui treni coinvolti. Tra i dispersi risultano al momento anche due donne italiane.

Secondo il ministero dell'Interno spagnolo, centinaia di operatori sono stati inviati sul luogo dell'incidente per le operazioni di soccorso e recupero. Gli interventi hanno previsto anche l'impiego di droni ed elicotteri per individuare le vittime e rimuovere le macerie.

Nel frattempo, il sindacato dei macchinisti Semaf ha avviato uno sciopero di 24 ore, iniziato alla mezzanotte, per chiedere miglioramenti strutturali alla sicurezza e il rispetto degli impegni assunti in precedenza. Sulla rete ferroviaria si registrano forti disagi.

Che cosa è successo a Urda

L'incidente si è verificato al chilometro 118, nei pressi di Urda, non lontano da Toledo. Secondo le prime ricostruzioni riportate nel testo, lo scontro tra due treni ad alta velocità sulla linea Madrid-Siviglia ha provocato almeno 69 morti e più di 100 feriti, 18 dei quali in gravi condizioni. Decine di persone risultano ancora disperse.

I convogli coinvolti erano un treno AVE dell'azienda pubblica Renfe e un treno Iryo, compagnia partecipata da FS Internacional.

A bordo viaggiavano rispettivamente 397 e 147 persone, compreso un neonato.

Il primo convoglio, che procedeva a circa 200 chilometri orari, avrebbe investito in pieno il secondo, fermo a causa di un guasto al sistema di controllo della stazione di Urda.