Migliaia di persone si sono radunate il 25 ottobre 2026 nel pomeriggio nella piazza della Città Vecchia a Praga per esprimere la loro ferma opposizione all'abolizione del canone radiotelevisivo. La vasta mobilitazione ha contestato con forza il progetto legislativo che prevede il trasferimento del finanziamento della televisione e della radio pubbliche al governo, sollevando l'accusa che tale misura miri a soffocare la libertà di stampa nel paese.
La riforma, al centro delle polemiche, è stata approvata dai deputati in prima lettura nella notte tra venerdì e sabato.
L'iniziativa legislativa è stata promossa dal partito di estrema destra Spd, formazione politica che fa parte della coalizione di governo guidata dal primo ministro Andrej Babis. Il percorso legislativo del testo non è ancora concluso: dovrà essere discusso al Senato e successivamente sottoposto all'approvazione del presidente della Repubblica. L'opposizione ha espresso severe critiche al progetto e ha già annunciato l'intenzione di impugnarlo dinanzi alla Corte costituzionale.
Le implicazioni della riforma sul finanziamento pubblico
Il cuore della proposta di riforma consiste nell'abolizione dei canoni domestici, che attualmente rappresentano la fonte di finanziamento per la televisione e la radio pubbliche.
In sostituzione, il progetto prevede lo spostamento del finanziamento di Czech Television e Czech Radio nel bilancio dello Stato. Questa modifica sostanziale altererebbe il meccanismo attraverso cui le emittenti pubbliche ceche ricevono le proprie risorse economiche. I critici del provvedimento hanno espresso serie preoccupazioni, sostenendo che l'inserimento dei fondi direttamente nel bilancio statale potrebbe esporre le emittenti a significative pressioni politiche, compromettendone l'indipendenza editoriale.
Il governo del primo ministro Andrej Babis difende la riforma presentandola come un intervento necessario per garantire la trasparenza dei finanziamenti, negando che essa intenda minare l'indipendenza dei media.
Tuttavia, la proposta, nella sua formulazione attuale, comporterebbe una drastica riduzione di circa il 15% dei bilanci della televisione e della radio pubbliche. Questo aspetto economico rappresenta uno degli elementi centrali della protesta, insieme al controverso passaggio dal canone radiotelevisivo a un sistema di finanziamento diretto attraverso il bilancio pubblico.
Il voto notturno e l'escalation della protesta
Le manifestazioni di dissenso hanno preso il via già venerdì, in seguito all'introduzione inattesa del disegno di legge. La procedura parlamentare ha visto Tomio Okamura, esponente dello Spd, limitare il dibattito e fissare un voto notturno alle 4:36 di sabato. Dopo questo primo via libera da parte dei legislatori della maggioranza, il disegno di legge è progredito alla fase successiva dell'esame parlamentare.
Come già indicato, il percorso prevede ancora il passaggio al Senato e la successiva ratifica da parte del presidente della Repubblica.
Nella piazza della Città Vecchia, i numerosi manifestanti hanno scandito slogan come “D