Il governo belga è sull'orlo di una profonda crisi politica a causa dello stallo sulla manovra di bilancio. A Bruxelles, il 2 novembre 2026, il premier Bart De Wever si è recato da Re Filippo I per presentare le dimissioni del suo esecutivo, una mossa estrema dettata dall'incapacità della coalizione di centrodestra Arizona di raggiungere un accordo dopo giorni di trattative infruttuose.

L'iniziativa di De Wever è interpretata come l'ultima carta per sbloccare la situazione prima della scadenza fissata per la manovra, ovvero mezzogiorno del 3 novembre 2026.

Entro tale termine, il governo è chiamato a trovare un'intesa. In alternativa, il Re Filippo I potrebbe accettare le dimissioni già nella giornata odierna, il 2 novembre 2026.

Lo stallo nella coalizione Arizona

La crisi politica affonda le radici nello stallo interno alla coalizione Arizona, che sostiene l'attuale esecutivo. Questa maggioranza è composta dalla N-VA del premier, dai liberali del MR, dai centristi di Les Engagés, dai socialisti di Vooruit e dai cristiano-democratici del CD&V. L'accordo per la formazione di questo governo era stato raggiunto dopo ben 234 giorni di complessi negoziati.

Le trattative cruciali sulla manovra di bilancio si sono arenate sui contenuti specifici del documento.

Le principali divisioni riguardano l'equilibrio tra nuove entrate fiscali e tagli alla spesa pubblica. Nello specifico, i partiti N-VA e MR si attestano su posizioni differenti rispetto a Vooruit, CD&V e Les Engagés. Questi ultimi, ovvero le forze centriste e socialiste, propongono di reperire tra un miliardo e 1,5 miliardi di euro attraverso la tassazione dei redditi più alti, mentre i conservatori spingono per una decisa stretta alla spesa.

I numeri della manovra

Il governo belga si trova di fronte all'arduo compito di reperire circa 10 miliardi di euro di risparmi per conformarsi ai parametri europei di spesa. Il deficit di bilancio registrato nell'anno precedente ha raggiunto il 5%, superando significativamente il limite europeo del 3%.

Analogamente, il debito nazionale belga ha superato i 735 miliardi di euro, equivalente a oltre il 110% del prodotto interno lordo, ben al di sopra del parametro indicato del 60%.

Il dossier di bilancio rimane, pertanto, il fulcro della crisi politica in atto. I negoziati notturni non hanno prodotto alcuna intesa, spingendo il premier a recarsi al palazzo reale per formalizzare l'offerta di dimissioni del governo. Il ministro degli Esteri Maxime Prévot ha evidenziato la presenza di molti punti di disaccordo.