Il Re Filippo I del Belgio ha ricevuto in udienza il primo ministro Bart De Wever a Bruxelles il 2 novembre 2026. L'incontro è avvenuto a seguito delle dimissioni presentate dal capo del governo, motivate dal fallimento dei negoziati per l'approvazione del bilancio. Il Palazzo Reale, tuttavia, non ha accettato né respinto immediatamente le dimissioni, comunicando che il sovrano si riserva di prendere una decisione.
Questa posizione è stata formalizzata nella mattinata stessa in cui De Wever ha ufficializzato il suo passo indietro, conseguenza dello stallo all'interno della maggioranza.
La Casa Reale ha annunciato l'avvio, a partire dal giorno successivo, di consultazioni con i leader dei partiti di maggioranza. Questo passaggio istituzionale è cruciale sia per il futuro del mandato del primo ministro sia per la stabilità della coalizione, attualmente impegnata nella delicata trattativa sui conti pubblici.
Stallo sul Bilancio e Dimissioni del Governo
Le dimissioni di De Wever sono maturate dopo il mancato raggiungimento di un accordo tra i cinque partiti della coalizione di governo. L'intesa era necessaria per definire un bilancio per il 2027 e un aggiustamento da 10 miliardi di euro entro il 2029. Il confronto tra le forze politiche non ha prodotto un'intesa sulle misure fiscali e di spesa proposte.
La coalizione, guidata da De Wever con la Nuova Alleanza Fiamminga, include anche il Movimento Riformatore francofono, Les Engagés, il Partito Democratico Cristiano e Fiammingo e Vooruit.
Durante il negoziato, sono emerse significative divergenze fiscali tra i partiti della maggioranza. Tra le ipotesi discusse per raggiungere l'aggiustamento finanziario figuravano un possibile aumento di un punto dell'IVA, tagli nel settore della sanità e il congelamento dell'indicizzazione dei salari e di altre prestazioni sociali. Nessuna di queste proposte ha ottenuto il consenso necessario per il via libera. Alcuni partiti avevano suggerito un aggiustamento complessivo di 8 miliardi di euro, ma il primo ministro ha mantenuto ferma la sua posizione, confermando la necessità di un riferimento ai 10 miliardi.
Le Consultazioni Reali e le Preoccupazioni per la Crisi
Il Palazzo Reale ha motivato il rinvio della decisione sulle dimissioni con l'assenza di un'intesa definitiva sul bilancio. Nella comunicazione ufficiale, il Re ha espresso rammarico per il mancato accordo su un bilancio che ha definito "credibile e adeguato alle sfide attuali". Il testo ha inoltre richiamato un contesto segnato da incertezza geopolitica e difficoltà economiche, sottolineando che "il Paese non può permettersi una crisi politica prolungata".