Nel corso della notte del 3 novembre 2026, una serie di pesanti raid russi ha sferrato un duro colpo alle infrastrutture energetiche dell'Ucraina. Gli attacchi hanno provocato danni estesi, interessando direttamente centrali elettriche e sottostazioni in un totale di nove regioni del Paese, e causando altresì ripercussioni significative sulle linee ferroviarie. L'ufficio stampa di DTEK, la principale società elettrica ucraina, ha prontamente comunicato che, a seguito di questi bombardamenti, ben tre centrali hanno dovuto interrompere la loro produzione di elettricità, aggravando la situazione energetica nazionale.
DTEK ha descritto l'entità dei danni come "ingente", sottolineando la gravità della situazione pur senza divulgare i nomi specifici degli impianti colpiti. La dichiarazione della società è stata perentoria: "La distruzione è ingente. Tre centrali hanno smesso di produrre elettricità". È stato tuttavia precisato che grandi centrali elettriche nelle regioni di Dnipropetrovsk, Vinnytsia e Kharkiv sono state tra quelle maggiormente interessate, aree già note per essere state bersaglio di precedenti attacchi alle infrastrutture critiche del settore energetico.
Il bilancio operativo di DTEK sugli impianti colpiti
Il quadro dettagliato fornito da DTEK si concentra sull'impatto diretto e operativo degli attacchi.
La società ha evidenziato come gli obiettivi primari fossero le centrali elettriche, le sottostazioni e le linee ferroviarie. L'aspetto più critico e immediato segnalato è l'arresto della produzione in tre centrali, per le quali non sono stati resi noti i nomi. Le regioni di Dnipropetrovsk, Vinnytsia e Kharkiv sono state esplicitamente indicate come sedi di grandi centrali danneggiate, rientrando nel computo complessivo delle nove regioni ucraine coinvolte negli attacchi.
La comunicazione di DTEK ha posto un forte accento sull'interruzione della produzione elettrica e sull'entità dei danni subiti dagli impianti. Non sono stati forniti dati relativi a stime economiche, tempistiche previste per il ripristino delle funzionalità o denominazioni precise delle centrali.
Ciononostante, è stato ribadito con chiarezza il numero degli impianti che hanno cessato l'attività, pari a tre, e le diverse tipologie di infrastrutture colpite: centrali, sottostazioni e linee ferroviarie, tutte componenti essenziali per l'approvvigionamento energetico del Paese.
La prospettiva del Ministero dell’Energia ucraino sugli attacchi
In un resoconto parallelo, il Ministero dell’Energia ucraino ha confermato che la Russia ha condotto un attacco massiccio contro l’infrastruttura energetica nazionale tra la notte e la mattina del 3 novembre 2026. Il bilancio del Ministero ha ampliato la portata geografica degli attacchi, indicando che gli impianti energetici sono stati colpiti in un totale di dieci regioni: Vinnytsia, Dnipropetrovsk, Zaporizhzhia, Zhytomyr, Rivne, Odesa, Chernihiv, Chernivtsi, Khmelnytskyi e Kharkiv.
Le strutture specificamente interessate comprendono centrali elettriche, sottostazioni facenti parte delle reti di trasmissione e distribuzione, e centrali termoelettriche, evidenziando la vastità e la complessità degli obiettivi militari.
Il Ministero dell’Ener