Un boato molto potente, con una durata di alcuni secondi. Questa è l'unica cosa certa. Innumerevoli persone sull'isola d'Elba concordano sull'evento.

Non è la prima volta che questa zona viene scossa da simili deflagrazioni di origine ignota. Secondo i sismologi però non si tratta di terremoti. Le ipotesi più accreditate sono per il momento i cosiddetti "vulcani di fango" sottomarini oppure il passaggio di caccia militari.

L'Isola d'Elba scossa da un misterioso boato venerdì mattina

Durato appena pochi secondi, ma udito da tutti.

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Un intenso boato ha squarciato la mattinata di venerdì dell'isola d'Elba. Il punto esatto in cui sembra essersi verificato dovrebbe essere tra Secchetto, nel comune di Campo nell'Elba e Chiessi, nel comune di Marciana.

Subito dopo sono iniziate a crescere le segnalazioni sui social e le telefonate alla Protezione Civile. Si temeva infatti un terremoto, per fortuna poi smentito. Gian Mario Gentini, referente di zona della protezione Civile, ha confermato che le chiamate arrivate sono state moltissime, e che la paura tra le persone è stata molta.

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Non è la prima volta che simili esplosioni si sentono sull'isola. Nel corso degli anni le segnalazioni di eventi simili sono state innumerevoli, e sempre di intensità non indifferenti. Appena quindici giorni fa ce n'era stata un'altra.

Le ipotesi sull'origine dei boati

L'origine di questi boati è ancora ignota. Ciò che è sicuro è che non può trattarsi di eventi sismici. Infatti anche venerdì il sismografo di zona ha sì rilevato un'oscillazione (a differenza dei sismografi più distanti), ma non riconducibile a un terremoto.

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Ciò significa che "l'esplosione" c'è stata, ma a detta di Marco Morelli, geologo e direttore dell'Istituto Geofisico della Toscana, non è riconducibile a una scossa.

Per Gentini il boato potrebbe essere di "origine antropica", il che significherebbe che deve esserci una spiegazione umana dietro l'evento. L'ipotesi è che siano transitati dei caccia militari a velocità supersonica, provocando appunto il boato.

Un'altra tesi, molto accreditata dagli esperti, è che a provocare questi suoni siano invece dei "vulcani di fango".

Questi vulcani si trovano a circa quattro chilometri di profondità, nella zona di mare tra Montecristo, Pianosa e la Corsica. In pratica, in essi ci sarebbero grandi quantità di gas che rimangono intrappolate sotto il fango e che, appunto, quando arrivano a "eruttare" lo fanno in modo esplosivo.

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