Il Decreto Legge n. 104, noto come Decreto Scuola o "Welfare dello studente", è ora sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Il decreto, analizzato e fortemente voluto dal Ministro Carrozza, finalmente getta quel ponte necessario tra il mondo della scuola e mondo del lavoro. Attualmente, secondo dati Istat, la percentuale di studenti italiani che hanno una esperienza di lavoro è del 4%; una percentuale bassissima in Europa, rispetto poi a quella della Germania, che è al 22%.

Innanzitutto il decreto 104 coinvolgerà tre ministeri: Istruzione, Lavoro ed Economia. Le tre istituzioni dovranno individuare i corsi di studio professionali e le società di imprese più idonee alla formazione, stipulare delle convenzioni con l'impresa stessa (o gruppo di imprese) in cui si terrà conto delle ore formative e dei crediti scolastici, nonché i diritti dello studente.

Interessante poi vedere gli artt 14 (Erasmus per formazione universitari presso impresa) e 8 bis (formazione studenti biennio quarto e quinto scuola secondaria) che dettano regole sul rapporto di lavoro/formazione tra scuola, studente e industria; tutto sarà stipulato come un vero contratto di apprendistato, completo di norme sui diritti/doveri dello studente come lavoratore e garanzie sulla copertura assicurativa sul posto di lavoro.

L'attuazione del decreto ovviamente ha un suo costo: la copertura prevista sarà di 470 milioni di euro, che verranno presi dalle accise della vendita di alcolici e birra, dalle imposte di registro, catastali e ipotecarie. Inoltre, per chi dona fondi alle università e agli istituti di alta formazione artistica, potrà usufruire della detrazione fiscale del 19%.

Da questi fondi, una parte sarà poi destinata al rinnovamento dei laboratori scientifico-tecnologici.

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Da non scordare un altro argomento interessante previsto dal decreto, che è - finalmente - l'orientamento al percorso di studio. Non sarà solo al quinto anno, come attualmente è previsto, ma bensì inizierà già al quarto anno di scuola secondaria e alle medie di scuola di primo grado.

Credo che questo sarà un valido aiuto allo studente, che avrà la possibilità di valutare le sue capacità e avere una idea più chiara su come proseguire il suo corso formativo, e poi un aiuto anche alla famiglia, sulla quale gravano i costi, purtroppo spesso notevoli, per l'istruzione.

E a proposito dei costi sulle famiglie, il decreto ha previsto una semplificazione per l'accesso alla domanda delle borse di studio, con uno stanziamento di 100 milioni di euro già a partire dal 2014.

Insomma, tante buone iniziative che dovranno creare una istruzione non solo teorica, ma anche pratica, con finanziamenti freschi, dopo anni di tagli economici, e con lo sblocco per l'assunzione di 69mila docenti nel triennio 2014-2016.

Mi auguro che il decreto Scuola trasformi l'idea di istruzione in una necessità basilare per il futuro imprenditoriale italiano. I giovani che escono dalla scuola devono conoscere il mondo del lavoro, ma soprattutto devono avere una preparazione adeguata, che risponda alle richieste del mercato lavorativo. Un'istruzione adeguata è il "nastro di partenza" per una migliore competitività d'impresa sul mercato.

Adesso attendiamo fiduciosamente il voto definitivo del Consiglio dei Ministri.

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