Riforma Pensioni Governo Letta, ultime notizie: per gli esodati annunciati nuovi interventi mentre si continua a dibattere sui tagli alle pensioni d'oro e d'argento. Resta in piedi l'ipotesi del prestito previdenziale per il prepensionamento proposta dal ministro del lavoro Giovannini.

Aggiornamento sulla riforma pensioni: le ultime notizie dal Governo Letta vedono una conferma sul fronte esodati. Come già ipotizzato in precedenza, nel 2014 dovrebbero giungere nuove misure oltre la salvaguardia decisa a fine 2013 per 17 mila unità (che aggiungendosi alle 6 mila già previste hanno decretato la salvaguardia complessiva di 23 mila soggetti).

Le ultime notizie sugli esodati fanno riferimento alle recenti dichiarazioni di Franceschini: il ministro ha parlato di misure che possono giungere in un unico importante intervento oppure in più interventi di minore entità. Contando che quasi la metà della platea di esodati è ancora abbandonata al proprio destino, è tuttavia difficile aspettarsi una soluzione definitiva al problema in tempi brevi.

Tra le ultime notizie sulla riforma pensioni del Governo Letta tiene inoltre banco la questione dei tagli alle pensioni d'oro e d'argento: nelle sedi istituzionali si svolge un'autentica battaglia sulla questione, con mozioni da diverse parti politiche andate incontro al rifiuto del Governo (come quella, particolarmente dura, proposta da Giorgia Meloni).

Al momento si è raggiunto un accordo su una mozione per l'attenta verifica dell'effettivo pagamento del contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro deciso dal Governo Letta con la legge di stabilità 2014. La questione tuttavia non è chiusa: lo stesso team di Cottarelli, commissario per la spending review, è al lavoro su misure dedicate anche ai tagli alle pensioni medie e alte. I giochi non sono ancora chiusi.

Altro importante tema della riforma pensioni del Governo Letta è il pensionamento anticipato con prestito previdenziale: l'idea riproposta da Giovannini permetterebbe ai lavoratori del settore privato di andare in pensione 2 o 3 anni prima ricevendo assegni bassi da ripagare poi con decurtazioni del proprio assegno pensionistico una volta maturati i requisiti per la pensione vera e propria. L'ipotesi ad agosto era caduta velocemente nel dimenticatoio ma al momento sembra esser presa in considerazione più seriamente dal Governo e dalle parti politiche.

Per il momento l'ipotesi resta a galla: vedremo se verrà realmente sviluppata nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

Segui la nostra pagina Facebook!