La Commissione Europea stessa lo dice: il diploma magistrale abilita alla professione dell'insegnamento in tutta Europa, il concorso a cattedre è soltanto un modo di reclutare personale non una procedura di abilitazione. Quindi finalmente si può concludere la benedetta diatriba che ormai da anni circonda il diploma di maturità magistrale: abilitazione sì, abilitazione no.

La conferma arriva da una risposta che il Ministero dell'Istruzione ha inviato alla Commissione Europea il 21 agosto scorso, e ciò permette a tutti coloro che hanno il diploma magistrale di vederlo riconosciuto come abilitazione all'insegnamento anche in qualsiasi stato europeo.

La Commissione Europea ha chiarito in modo definitivo il valore abilitante del diploma magistrale con un atto ufficiale il 31 gennaio 2014, specificando in esso che il concorso era una procedura per il reclutamento di personale nella scuola pubblica. Con questo atto ogni dubbio riguardo al valore abilitante del diploma magistrale (conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002) e il MIUR ha 30 giorni di tempo per adeguare le leggi italiane a tale atto della Commissione Europea.

Ciò significa che prima della formazione del corso di studi di Laurea in Scienza della formazione, il titolo attribuito dal diploma magistrale erano considerati abilitanti. In base a questo provvedimento il MIUR dovrà ora modificare le norme consentendo a coloro che posseggono il solo diploma magistrale l'inserimento in seconda fascia di istituto in scuola primaria e scuola dell'infanzia, poichè pienamente abilitati all'insegnamento in tali ordini di scuola.