La conferenza stampa della segretaria della Cgil Camusso, oggi, apre dieci giorni molto impegnativi per il più antico sindacato confederale italiano. Intanto quest'anno, oltre al tradizionale "concertone" romano e alle altre iniziative che si sono aggiunte in varie città italiane, il palco dei comizi della festa sarà a Pordenone. Ma, soprattutto, dal giorno dopo si aprono le "Giornate del lavoro", tre giorni dedicati al "lavoro che manca e che è precario, ma soprattutto al lavoro che sarà", in cui si confronteranno sindacalisti, molti esponenti del governo, ma anche personalità care alla sinistra come Romano Prodi o Stefano Rodotà.

Significativo il programma, che non prevede la presenza della Fiom e del suo leader Maurizio Landini. Ma forse anche questa non è una sorpresa.

Un passo indietro: proprio a Rimini, due settimane fa, si è concluso il congresso Fiom, dal quale tutti si aspettavano la messa in scena dello scontro tra la segretaria Cgil Camusso e il leader Fiom. Lo scontro però non c'è stato. Ed è probabile che a questo punto sia rimandato solo di qualche giorno.

Di che scontro stiamo parlando? Da anni ormai la Federazione dei metalmeccanici accusa la Confederazione di non fare abbastanza per sostenere la stessa Fiom, sia nelle vertenze con i datori di lavoro che nei confronti di Cisl e Uil. Occorre ricordare che ci sono anche ragioni di "orgoglio storico": la Fiom è nata prima, della Cgil, e anzi l'ha costituita.

Ma la vera questione è nei documenti e negli accordi con Confindustria siglati nell'ultimo anno da Cgil, Cisl e Uil.

Documenti tutti basati sul principio che i sindacati trattano, fanno i contratti, e - se li firmano - li rispettano.

Dentro il sindacato si considera invece quella della Fiom una "deriva": sempre meno sindacato industriale, sempre più associazione, movimento, fondato più sulle cause davanti ai tribunali (vedi le cause, vinte, contro la Fiat di Marchionne) che sull'attività sindacale. Ha scritto un uomo Fiom come Fernando Liuzzi che la Fiom sta diventando un "soggetto di tipo nuovo, difficile da definire, di forte identità e di forte impatto mediatico; un soggetto che attira consensi in una sinistra delusa e diffusa, più che nella categoria fatta da quelle donne e da quegli uomini che, per cinque giorni alla settimana, impiegano parecchie ore del proprio tempo lavorando per un'impresa metalmeccanica".

In ogni caso, questo scontro - se ci sarà - si celebrerà, ancora a Rimini, al 17° congresso Cgil, ultima tappa di un calendario decisamente impegnativo per il sindacato di Susanna Camusso. E subito dopo ci sarà la ripresa dello scontro in Parlamento sul "jobs act", votato con fiducia alla Camera e già battezzato da Silvio Berlusconi "Cgil act", per le modifiche volute a Montecitorio rispetto al testo originario.

Per la verità il gruppo dirigente della Cgil non ci tiene affatto a vedersi attribuire il testo del decreto Poletti: "Ci sottovaluta, noi l'avremmo scritto un po' meglio", dicono a Corso Italia. Ma prima ancora sarà la questione Fiom a fare notizia.

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