Pensioni 2014 escluse dal decreto legge sul bonus Irpef varato ieri dal Governo Renzi: protestano i sindacati e le associazioni dei pensionati.

Mentre prosegue il dibattito sulle ipotesi di riforma pensioni 2014 e mentre si registrano le prime novità nel Def nessun impegno a favore dei pensionati viene preso nel decreto legge sul bonus Irpef 2014 varato ieri dal Consiglio dei Ministri presieduto dal premier Matteo Renzi.

Il decreto sul bonus irpef 2014 prevede 80 euro al mese in più in busta paga a partire da maggio come ha più volte sottolineato Matteo Renzi "ma avremmo voluto fossero comprese almeno le pensioni più basse" ha commentato in una nota il presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti considerando comunque molto positivo il fatto che non sia stato operato da parte del Governo Renzi nessun taglio alla spesa sanitaria così come era stato paventato.

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Pensioni 2014 escluse dal bonus Irpef, intervento di Federconsumatori

"Analizzeremo ogni norma in modo più approfondito - ha aggiunto Rosario Trefiletti parlando del bonus Irpef - per comprendere meglio sia le elargizioni che si danno ai redditi fissi e sia soprattutto le decisioni per la copertura dei costi che non vadano nella direzione di tagli lineari che colpiscano diritti dei cittadini. Se così fosse - ha proseguito il presidente nazionale di Federconsumatori - cioè tagli a sprechi, privilegi e costi politica e le risorse risparmiate date ai meno abbienti, anche se avremmo voluto fossero comprese le pensioni basse, il nostro giudizio - ha concluso Trefiletti - non può essere che positivo".

Pensioni 2014 escluse dal bonus Irpef, intervento della Uil

Anche il segretario confederale della Uil Luigi Angeletti, commentando il decreto sul bonus Irpef 2014 del Governo Renzi, lamenta il fatto che "sono stati esclusi i pensionati, i quali - ha sottolineato Angeletti - ne avrebbero avuto maggior diritto perché il loro tenore di vita si è notevolmente ridotto, e questo - ha dichiarato il segretario della Uil in un'intervista a Radio anch'io - è ingiusto dal punto di vista sociale e anche negativo per la domanda interna".

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