Le pensioni italiane potrebbero andare in contro ad una svolta decisiva. Notizia che sicuramente darà una certa sicurezza a non pochi lavoratori rimasti "vittime" degli errori causati dalla Riforma Fornero: tra questi vanno ricordati sempre gli esodati e i cosiddetti Quota 96.
Si attendono ormai da tempo le risposte decisive che potranno cambiare una volta per tutte il sistema previdenziale italiano. Intanto, come riportato sul quotidiano economico Business Online, diventano sempre più insistenti le voci sulla possibilità per i dipendenti statali, di uscire dal mondo lavorativo e quindi di poter usufruire dell'assegno pensionistico con quota 97, ovvero dopo il raggiungimento dei 62 anni di età e 35 anni di contributi.
D'altra parte vi è l'ipotesi di un nuovo prestito pensionistico denominato "Apa". Questa proposta avanzata dal ministro Poletti, consiste nell'erogazione di un assegno di pensione anticipata per tutti coloro che decidono di ritirarsi tre o quattro anni prima dall'attività lavorativa. La somma da erogare come prestito pensionistico, varia dai 761 ai 791 euro a seconda del tipo di lavoratore, da restituire con delle piccole decurtazioni una volta conseguita la pensione effettiva. Finora, però, si tratta soltanto di un provvedimento in via sperimentale fino al dicembre 2017. Inoltre, il governo sta valutando anche la possibilità per il lavoratore dipendente di risolvere la questione del fine rapporto lavorativo.
Ovvero, il datore di lavoro si impegnerà a pagare gli ultimi 12 mesi di contribuzione del proprio dipendente. Anch'essi, però, dovranno essere restituiti attraverso delle decurtazioni sull'assegno previdenziale.