La vertenza dei cosiddetti Quota 96 è probabilmente uno dei nervi scoperti più evidenti della riforma delle pensioni Fornero. La situazione - occorre dirlo - ha del paradossale e il paradosso viene sottolineato in maniera chiara e diretta all'interno di una lettera aperta che il Comitato civico Quota 96 ha deciso di inviare a Matteo Renzi in persona, affinché il suo governo prenda finalmente in considerazione e risolva tramite intervento legislativo la situazione di circa 4mila tra insegnati e personale ATA.
In questo articolo faremo il punto della situazione sul caso delle pensioni Quota 96 scuola, discuteremo la lettera aperta e cercheremo di capire cosa è lecito attendersi per il 23 giugno, quando si discuterà del caso a Montecitorio, nello stesso giorno in cui verrà affrontata la questione degli esodati.
Pensioni Quota 96 scuola: l'appello a Renzi
La data del 23 giugno è sempre più vicina, in quella occasione dovrebbe essere affrontato in maniera decisiva il caso delle pensioni Quota 96 scuola. La lettera aperta del Comitato Civico Quota 96 insiste sul fatto che la loro vertenza nasce da un "errore" - perché soltanto così può essere definito- e che è assurdo che non si sia ancora risolto.
L'appello è in particolar modo rivolto a Matteo Renzi che più volte ha sostenuto l'importanza della scuola nella formazione individuale dei cittadini e ha ribadito come uno dei problemi maggiori dell'Italia riguardi proprio la mancanza di una politica scolastica seria ed "etica". Vengono infatti ricordate le ultime affermazioni del premier durante l'Assemblea Nazionale del PD, quando aveva parlato di "comunità educante" e di "patto educativo" pensando proprio al ruolo e alla professionalità docente.
La lettera aperta del Comitato ribadisce come la risoluzione del caso delle pensioni Quota 96 scuola potrebbe essere non soltanto una scelta che emenderebbero un errore incomprensibile, ma sarebbe anche una scelta etica contro la logica della "copertura economica" e contro i dibattiti sull'esosità di un possibile provvedimento.
Pensioni Quota 96 scuola: aspettando il 23 giugno
La lettera aperta a Matteo Renzi rientra chiaramente all'interno di un percorso di avvicinamento al 23 giugno. In quella data verranno analizzate le proposte per i Quota 96 e la proposta di legge Damiano sugli esodati e i lavoratori precoci. La domanda che ci si pone riguarda cosa sia lecito attendersi. Il problema è che le ultime proposte per il caso delle pensioni Quota 96 scuola prevedevano una copertura economica da trovarsi proprio all'interno del fondo esodati.
Intanto il Ministro Poletti ha lasciato intendere più di una volta che la priorità sono gli esodati e non i Quota 96. E così secondo i comitati Quota 96 si tratta di costruire una nuova guerra tra poveri: risolvere la questione esodati o quella dei Quota 96, tertium non datur. Le previsioni, insomma, non sono buone. Nonostante la linea del governo, soprattutto dopo la riforma della pubblica amministrazione, sia quella del "ricambio generazionale", sembra proprio che per i Quota 96 ci sia poco da sperare, così come per i 4 mila precari che potrebbero ottenere una stabilizzazione.
Intanto il tempo stringe, il nuovo anno scolastico non è poi così lontano e il 23 giugno potrebbe realmente essere una data decisiva. Sia che la risposta del governo sia positiva, sia che la risposta del governo sia negativa.