Tra i tanti provvedimenti che dovrebbero rientrare all'interno della riforma scuola 2014, la "buona scuola" secondo Renzi, ci sarebbe anche il "Registro nazionale dei docenti" e la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici. Si tratta sicuramente di uno dei più grandi cambiamenti per la scuola italiana, qualora si avverasse, ma porta con sé una serie di problemi e di incongruenze. In questo articolo cercheremo di compiere un'analisi approfondita del problema.

Riforma scuola 2014: Registro nazionale docenti e chiamata diretta, un'analisi

Secondo quanto riportato all'interno delle linee guida per la riforma scuola 2014, il "Registro nazionale dei docenti" dovrebbe essere attivo già a partire dall'a.s.

2015/2016 e avrà il compito di offrire tutte le informazioni utili riguardo la carriera e la professionalità degli operatori della scuola. una delle caratteristiche più peculiari è che il registro si avvarrà non soltanto delle informazioni che provengono dal "fascicolo" individuale ma presenterà anche dati aggiuntivi e il tutto sarà presente online e visibile. Sicuramente si tratta di una procedura di trasparenza ma è la connessione con il lavoro che suscita qualche dubbio.

Secondo quanto previsto dalla riforma scuola 2014, infatti, la sezione del "Registro nazionale dei docenti" dedicata agli insegnanti avrà un'importante funzione connessa alle possibilità lavorative. Nella idea del governo di sviluppare una scuola del "merito", ogni singola istituzione scolastica o anche le cosiddette reti di scuole potranno pescare all'interno del Registro per scegliere i docenti che potrebbero più adattarsi al piano di miglioramento e di offerta formativa che la singola scuola porta avanti.

La sua funzione dovrebbe essere quella di organizzare i ruoli dei docenti all'interno dell'organico di diritto e dell'organico funzionale, la possibilità insomma di passare dall'uno all'altro.

Ma come dovrebbero funzionare a regime tali provvedimenti? Il Dirigente Scolastico, dopo una consultazione con gli organi collegiali, dovrebbe attuare le chiamate che, dunque, saranno "dirette". Le procedure non sono chiare, non si spiega quale ruolo svolgeranno gli organi collegiali e il Dirigente Scolastico. Il sistema sembra muoversi comunque in direzione della "chiamata diretta" da parte delle scuole.

Si tratta sicuramente di misure che muovono verso una concezione sempre più aziendalistica della scuola ed è su questo punto che la maggior parte dei sindacati non si trovano d'accordo. Insomma, si tratta di un altro punto della riforma scuola 2014 intorno al quale sicuramente si svilupperanno discussioni e confronti.